Il passaggio di Berlusconi alla Meloni più che “potabile” è inevitabile

Fabio Massa

Dopo il fallimento dell'opzione Toti, ecco il travaso dei voti da Forza Italia a Fratelli d'Italia

C’è chi vorrebbe una Fiuggi due per rendere “potabile” il passaggio da Forza Italia a Fratelli d’Italia. Il fenomeno che sta avvenendo in tutta Italia, una sorta di travaso. “Diciamo che non ci stiamo mangiando Forza Italia – spiega uno dei responsabili storici di FdI sotto la Madonnina, Marco Osnato – Ma è chiaro che c’è una capacità attrattiva di Giorgia Meloni che fa effetto su un elettorato”.

 

E’ ancora presto per i liberali? Occorre una Fiuggi 2? “Una cosa che non succederà sarà che Fd’I possa essere un partito non di destra. A destra siamo e a destra rimaniamo. Dopodiché se c’è da dimostrare sui territori che c’è più apertura ai temi economici e fiscali, sicuramente uno sforzo lo possiamo fare”. Intanto, i rumors dicono che FdI acquisirà nuovi consiglieri in Regione. Si parla di Federico Romani. Osnato non conferma ma un po’ sì: “Tra pochi giorni annunceremo l’arrivo di un consigliere, e ci sono attenzioni importanti da parte di altri due o tre e non sono di Forza Italia”.

 

Che FdI possa essere il punto di approdo dopo il fallimento dell’opzione Toti pare evidente. “Sicuramente il protrarsi della data delle elezioni non ha aiutato Toti. Però penso che abbiamo i nostri meriti se a Milano alle politiche abbiamo avuto la stessa media nazionale, se alle Europee siamo stati in linea e se nel sondaggio del Corriere della Sera siamo addirittura stimati al 12,9 per cento. Un valore talmente alto che neanche ai tempi di An. Forse la gente apprezza Meloni e magari anche noi che rappresentiamo FdI sul territorio“. Con queste premesse, ci si avvia alla fase pre elettorale per Palazzo Marino. Un tempo i giochi si facevano ad Arcore tra il Cav. e la Lega. Oggi si faranno probabilmente in via Bellerio, ma al tavolo si siederà come seconda forza FdI. “La Lega ha il dovere di prendere l’iniziativa. E’ ovvio che il sindaco di centrodestra di Milano può essere solo una persona che ci metta un plus. Non può essere una bandierina di uno dei nostri partiti. Ci vuole un lavoro importante di selezione. Noi per ora stiamo costruendo i primi gruppi di lavoro anche informali che poi si struttureranno. Ma una cosa ci preme: che l’operatività sia intensa e che facciamo in fretta ad individuare il programma e la figura giusti”. Ma nella destra milanese chi comanda? “A livello regionale la coordinatrice è Daniela Santanchè, ma la nostra gestione è assai collegiale. Tutti danno una mano, e tutti si stanno attivando per riportare all’interno del partito figure che probabilmente un tempo si sono allontanate, a tutti i livelli. Per questo continuano a passare con noi consiglieri di zona, consiglieri comunali e presto consiglieri regionali”. L’opa (ostile?) a destra è cominciata. 

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