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Cosa si rischia nelle liti tra Comune di Milano e Regione Lombardia

Scelte strategiche, guida di enti, nomine, rapporti incrociati. Nessuna guerra è gratis

10 Febbraio 2019 alle 06:20

Cosa si rischia nelle liti tra Comune di Milano e Regione Lombardia

Beppe Sala e Attilio Fontana (foto LaPresse)

La guerra è vera, di posizione, e scava trincee che scendono in profondità. Tra Beppe Sala e Attilio Fontana continua il grande freddo. L’origine è nota. Secondo piazza della Scala, è la reazione al diktat di Salvini che limita di fatto l’autonomia del sindaco di decidere – scelta peraltro impopolare – l’aumento del biglietto dell’Atm. Il non detto è peraltro abbastanza patente: se la Regione è, poiché eterodiretta, il braccio armato di Salvini per colpire e provare a riprendere Milano, non ci può essere pace. A sentire piazza Città di Lombardia, invece, Sala si lamenta per nulla: come possono essere 50 milioni di euro su un bilancio di 30 miliardi il problema? E si ricorda come, ai tempi di Fontana presidente dell’Anci, l’allora sindaco di Varese si fosse schierato con i sindaci contro il governo amico e l’allora ministro Tremonti. Come dire: non c’è nessuno che può etero-dirigere un uomo libero come Fontana. C’eravamo tanti amati, ma è finita? Mica troppo: perché né il Comune né la Regione sono isole – o principati. Anzi, i motivi di interrelazione sono moltissimi. Scelte strategiche, guida di enti, nomine, rapporti incrociati. Roba complicata, che riguarda il futuro non tanto delle poltrone, quanto dei cittadini. Ecco dunque qualche appunto all’insegna del c’eravamo tanto amati, ma adesso che facciamo?

 

FONDAZIONE FIERA - Con il prossimo bilancio, quindi tra maggio e giugno, va in scadenza Fondazione Fiera. Attualmente la guida Giovanni Gorno Tempini, nominato dalla Regione ai tempi guidata da Roberto Maroni. Gorno Tempini ha un buon rapporto con il sindaco, che tra i consiglieri spingerà alla riconferma l’amico di una vita Dario Frigerio, attuale vicepresidente. Attilio Fontana potrebbe proporre un proprio fedelissimo, oppure potrebbe confermare il vertice attuale. Considerato che la nomina del presidente spetta alla Regione, con l’assenso del sindaco, si tratta di un terreno difficile visto il conflitto politico in atto. Fontana cederà a Sala? O Sala a Fontana? Chissà: l’ipotesi più probabile è che si elabori un “pacchetto di nomine”. Il che però implica la presenza di un accordo globale mentre tutto il resto è conflitto.

 

FONDAZIONE CARIPLO - In effetti qui la partita è assai più complicata. Si dovrebbe andare alla sostituzione del presidente Giuseppe Guzzetti, che dopo due mandati non può più essere rinnovato. Anche se si vocifera di un ruolo da presidente onorario. La Regione ha presentato le sue due terne, mentre il Comune (visto che include anche la Città metropolitana) ne ha presentate tre. L’incrocio qui è pure governativo. In Fondazione Cariplo infatti Comune, Regione e governo stanno (o stavano?) parlando per capire come fare a garantire la rappresentanza a tutte le forze politiche. Considerato però l’intreccio difficile (il punto nodale qui è il Movimento cinque stelle), il conflitto su Milano non aiuterà a trovare soluzioni serene.

 

OLIMPIADI - Stoccolma sta rialzando la testa. Si riapre una partita che forse con troppo ottimismo si dava per chiusa favorevolmente. E invece si registrano crepe. Regione e Comune, appunto, litigano. Mesi fa hanno discusso su chi dovrà guidare l’organismo che dovrà “fare” le Olimpiadi. Il governo arriva a Milano con Giuseppe Conte, e pubblicamente ribadisce che non metterà un soldo. Quindi Roma da una parte, Regione e Comune dall’altra. E tra i due c’è freddezza. Per questo Sala chiede una “voce unica” dietro Malagò. Il quale ha sistemato (in parte, solo in parte) la situazione con Giancarlo Giorgetti. Può essere lui il punto unificante? Di certo, politicamente debole. E l’Olimpiade diventa una grana.

 

NAVIGLI - L’altra sera Beppe Sala ha spiegato che andrà in Europa a chiedere i fondi per la riapertura dei Navigli. Avanti piano, come aveva anticipato già a novembre, perché non si può sventrare la città ulteriormente. Ma avanti. Perché i Navigli restano un sogno, e anche un progetto concreto: soprattutto se sulle Olimpiadi si dovesse incassare una delusione come su per Ema. Anche qui però c’è la Regione: aveva promesso di stanziare fondi per i Navigli. Che cosa succederà?

 

AREXPO - Nella società chiave – forse la più importante politicamente per il futuro dell’area vasta di Milano – la guida è affidata a Giuseppe Bonomi, amministratore delegato. L’intero board scade. Non ci dovrebbero essere scossoni, anche se il Comune dovrà nominare il presidente e il M5s è alle prese con una grana interna: Milano deve proporre al Mef un nome per il cda. E a Milano c’è l’ipotesi – discussa in sede locale – di nominare l’ex consigliera regionale grillina Silvana Carcano, attualmente impegnata nel tour di presentazione del suo libro, una rilettura dei dieci comandamenti. Che Dio la mandi buona, a Bononi.

Fabio Massa

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