cerca

Csm e non solo. L'allarme di Mattarella sulla crisi di fiducia della magistratura

Il presidente della Repubblica al plenum: “Quel che è emerso ha disvelato un quadro sconcertante e inaccettabile. Oggi si volta pagina e il percorso sarà difficile”

21 Giugno 2019 alle 10:47

[Pubblichiamo il discorso integrale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciato durante l'Assemblea Plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura]


 

Rivolgo a tutti un saluto cordiale, particolarmente ai due nuovi consiglieri, cui auguro buon lavoro all’interno del Consiglio nell’interesse della Repubblica.

Il saluto e gli auguri sono accompagnati da grande preoccupazione. Quel che è emerso, nel corso di un’inchiesta giudiziaria, ha disvelato un quadro sconcertante e inaccettabile.

 

Quanto avvenuto ha prodotto conseguenze gravemente negative per il prestigio e per l’autorevolezza non soltanto di questo Consiglio ma anche per il prestigio e l’autorevolezza dell’intero Ordine Giudiziario; la cui credibilità e la cui capacità di riscuotere fiducia sono indispensabili al sistema costituzionale e alla vita della Repubblica.

Il coacervo di manovre nascoste, di tentativi di screditare altri magistrati, di millantata influenza, di pretesa di orientare inchieste e condizionare gli eventi, di convinzione di poter manovrare il Csm, di indebita partecipazione di esponenti di un diverso potere dello Stato, si manifesta in totale contrapposizione con i doveri basilari dell’Ordine Giudiziario e con quel che i cittadini si attendono dalla Magistratura.

Tengo a ringraziare il Vice Presidente, il Comitato di Presidenza e i Consiglieri presenti per la risposta pronta e chiara che hanno fornito, con determinazione, non appena si è presa conoscenza della gravità degli eventi.

 

La reazione del Consiglio ha rappresentato il primo passo per il recupero della autorevolezza e della credibilità cui ho fatto cenno e che occorre sapere restituire alla Magistratura italiana.

Di essa i cittadini ricordano i grandi meriti e i pesanti sacrifici anche attraverso l’esempio di tanti suoi appartenenti e hanno il diritto di pretendere che quei meriti e quei sacrifici non vengano offuscati.

 

A questo riguardo non va dimenticato che è stata un’azione della Magistratura a portare allo scoperto le vicende che hanno così pesantemente e gravemente sconcertato la pubblica opinione e scosso l’Ordine Giudiziario.

Oggi si volta pagina nella vita del Csm. La prima di un percorso di cui non ci si può nascondere difficoltà e fatica di impegno. Dimostrando la capacità di reagire con fermezza contro ogni forma di degenerazione.

 

Tutta l’attività del Consiglio, ogni sua decisione sarà guardata con grande attenzione critica e forse con qualche pregiudiziale diffidenza. Non può sorprendere che sia così e occorre essere ancor più consapevoli, quindi, dell’esigenza di assoluta trasparenza, e di rispetto rigoroso delle regole stabilite, nelle procedure e nelle deliberazioni.

 

Occorre far comprendere che la Magistratura italiana – e il suo organo di governo autonomo, previsto dalla Costituzione – hanno al proprio interno gli anticorpi necessari e sono in grado di assicurare, nelle proprie scelte, rigore e piena linearità.

 

La Costituzione prevede che l’assunzione di qualunque carica pubblica – ivi comprese, ovviamente, quelle elettive – sia esercitata con disciplina e onore, con autentico disinteresse personale o di gruppo; e nel rispetto della deontologia professionale.

Indipendenza e totale autonomia dell’Ordine Giudiziario sono principi basilari della nostra Costituzione e rappresentano elementi irrinunziabili per la Repubblica. La loro affermazione è contenuta nelle norme della Costituzione ma il suo presidio risiede nella coscienza dei nostri concittadini e questo va riconquistato.

 

Potrà avvenire – e confido che avverrà - anzitutto sul piano, basilare e decisivo, dei comportamenti. Accanto a questo vi è quello di modifiche normative, ritenute opportune e necessarie, in conformità alla Costituzione.

Ad altre istituzioni compete discutere ed elaborare eventuali riforme che attengono a composizione e formazione del Csm. Viene annunciata una stagione di riforme sui temi della giustizia e dell’ordinamento giudiziario in cui il Parlamento e il Governo saranno impegnati.

 

Il Presidente della Repubblica potrà seguire - e seguirà con attenzione - questi percorsi ma la Costituzione non gli attribuisce il compito di formulare ipotesi o avanzare proposte.

Il Csm, peraltro, può – ed è, più che opportuno, necessario - provvedere ad adeguamenti delle proprie norme interne, di organizzazione e di funzionamento, per assicurare, con maggiore e piena efficacia, ritmi ordinati nel rispetto delle scadenze, regole puntuali e trasparenza delle proprie deliberazioni.

 

La giustizia è amministrata in nome del popolo italiano e in base alla Costituzione e alla legge: queste indicazioni riguardano anche il Consiglio Superiore della Magistratura.

Questo è l’impegno che al Consiglio chiede la Comunità nazionale ed è il dovere inderogabile che tutti dobbiamo avvertire.

 

Per approfondire leggi anche:

Approfittiamo dello scandalo per cambiare il Csm. Proposte concrete

Lasciamo da parte le polemiche e mettiamo mano a una riforma condivisa, non punitiva e al servizio del buon governo della magistratura

“Ora basta ipocrisie: lo scandalo al Csm non è un problema di mele marce”

Ma chi sono i diversi? I silenzi di Bonafede sull’Anm, il tentativo furbetto di trovare capri espiatori in politica. Parla l’ex Guardasigilli Claudio Martelli

I giudici, la politica e il vero scandalo da rimuovere

Il caso Csm. La frasetta notturna considerata interferenza una volta sì e l’altra no. Dobbiamo credere che i magistrati li porta la cicogna, come il presidente della Repubblica

Il Csm e il gran festival dell’ipocrisia

I comportamenti arcinoti, i guai di Mattarella e l’asse Bonafede-Davigo

Il “prestigio” del Csm è una barzelletta

La logica dell’Organo è l’autodifesa corporativa, la politica senza dirlo, il traffico delle correnti. Vorrei dare anche io, come Lotti, un “messaggio forte a Ermini”: la stagione della purezza, con grandissimo rispetto, semplicemente non c’è mai stata

 

Viaggio al termine del Csm

La fine di ideologie e culture, la trasformazione delle correnti in lobby di potere. Le radici dello scandalo Palamara affondano negli anni 90. Parlano Maddalena, Colombo e Fassone

Non basta Palamara per spiegare i guai seri della magistratura

Sarebbe bello poter dire che la credibilità dei magistrati è stata aggredita solo dai traffici relativi al futuro della procura di Roma. Giudici mediatici e pm politicizzati: spunti per discutere di un problema serio, senza altre false ipocrisie

Gli impresentabili dell'onestà

Lo spassoso asse tra l’uomo nero della giustizia, Palamara, e i campioni della purezza: Travaglio, Bonafede e Davigo. Storia (e date) dell’allegra convergenza tra puri e mascariati per la futura procura di Roma. Ops!

 

Chi ha creato la Repubblica dei pm

E’ stato il vuoto della politica ad aver prodotto le condizioni perfette per rafforzare il potere giudiziario e un paese ostaggio del protagonismo dei magistrati. La guerra al Csm spiegata con una storia sudamericana

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • mtferrari

    21 Giugno 2019 - 17:11

    se gli italiani sono stati capaci di pensare e scrivere una Costituzione così equilibrato .... saranno ( se hanno un po di modestia, umiltà sarebbe meglio) capaci di pensare e scrivere delle regole equilibrate per il CSM.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    21 Giugno 2019 - 14:45

    Viene in soccorso il santo, pragmatico proverbio: "Chi pratica gli zoppi, impara presto a zoppicare"

    Report

    Rispondi

Servizi