Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (foto LaPresse)

Editoriali

E' più pericoloso Salvini o Bonafede?

Redazione

Gli urlacci dell’eversore e il Partito dei giudici di cui il ministro è il garante

Basta avere paura di Salvini, è uno dei refrain attribuibili a Di Maio che, assieme ad altre gaffe, hanno intasato la comunicazione politica del weekend. Il Salvini che ruba consensi ai Cinque stelle, e soprattutto il Salvini “eversore” contro i magistrati. Per gli italiani dovrebbe però essere più urgente un’altra domanda: c’è da avere più paura di Matteo Salvini e delle sue intemerate, o del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede? Il responsabile di Via Arenula, dopo un silenzioso imbarazzo, ha preso le distanze dal collega del Viminale: “Rievocare toghe di destra e di sinistra è fuori dal tempo. Non credo che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi. Chi sta scrivendo il cambiamento non può pensare di far ritornare l’Italia nella Seconda Repubblica”. Ricordando poi che la Lega “finora è stato un partner solidissimo nella battaglia di legalità e anche nella legge spazza corrotti”. E il suo capopartito Di Maio gli ha dato man forte: “Si riporta il paese alla Repubblica berlusconiana”. L’ossessione per la “Repubblica berlusconiana” (sic) è un tema centrale per il M5s. Ma vale la pena ricordare che è stata l’ossessione di tutta la magistratura politicizzata (e per gran parte dell’Anm) per oltre vent’anni. Ora che Berlusconi è fuori gioco, si potrebbe ragionare in termini più laici dei rapporti tra politica e giustizia. Ma è proprio questo che il M5s, e Bonafede in primis, non possono fare. Perché il loro “programma” e l’indirizzo fino a oggi impresso al ministero sono programma e indirizzi dettati proprio dai referenti più oltranzisti del mondo giudiziario. Quelli della politica infetta, quelli della corruzione annidata ovunque, quelli della superiorità etica delle toghe. E’ più pericoloso Salvini che urla, o il Partito dei giudici insediato a Via Arenula?