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I pm "preferiscono" i migranti alla mafia

La lotta ai boss non sembra più una priorità in Sicilia. I magistrati lavorano in pool sul traffico di esseri umani

9 Settembre 2018 alle 06:09

I pm "preferiscono" i migranti alla mafia

Foto LaPresse

Sono giorni frenetici alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Solo che la mafia non c’entra. E’ il segno dei tempi. Tempi in cui, nessuno escluso e magistratura inclusa, sono obbligati a occuparsi di immigrazione. La parola mafia, d’altra parte, è sparita, salvo qualche folcloristico intervento, da quella che i nostalgici, e un po’ démodé, si ostinano a chiamare agenda politica. Che paroloni, ora ci sono i diari di Facebook e le line di Twitter.    L’immigrazione, l’arma di distrazione di...

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Commenti all'articolo

  • RobertoAnonimo

    12 Settembre 2018 - 09:09

    La mafia che si deve combattere è quella delle massonerie della tecnologia automobilistica la quale ha messo la scienza francese nella massoneria per avvelenare i popoli in nome della vendita degli autoveicoli. Tale massoneria ha imposto la produzione del particolato fine (PM2.5) e tutti gli scienziati ed ingegneri di nazioni non euroepee si sono fatti massoni per vendere veicoli in Europa. Hanno mosso perciò un attacco contro il popolo spostando la griglia nelle massonerie. Questo significa che chi sta con la griglia sopporta meglio i chimici nell'aria e gli altri si ammalano. Si chiama dittatura ed ha sintomi di Olocausto e suicidio collettivo in quanto una volta rimossa la griglia dalle massonerie allora tutti si ammaleranno per queste dannose micro particelle. Non c'era periodo migliore per popoli come la Russia nè migliore occasione per bloccare tutti i veicoli importati e vendere i loro veicoli in nome della protezione civile ma non lo hanno fatto.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    09 Settembre 2018 - 19:07

    Ma lo sa che è vero, da qualche giorno qui non una parola in dialetto tipo "a cura" nel salutarsi (ricorderà le stesse parole di Corrado Gaipa rivolte a Al Pacino nel salutarlo, un giorno prima che la mafia gli facesse saltare la macchina con la moglie dentro); stamane, nel bar dove sono andato a fare colazione, ero l'unico a gustare la granita tutti "cappuccino e una brioscina" non un vocio ma un ronzio, una chiamata a una amico, di una persona vicino a me, attraverso un " tutto bene" (tipo "Il baretto"a Milano), perbacco, neanche un "baciamo le mani"...il mare però era bellissimo anche stamani qui a Siracusa anche se sembrava di essere a Lugano e anche se un ora prima entrando al supermercato una mano nera mi ha dato un euro: lo so sono abbronzato... e quindi l'euro l'ho preso lo stesso (cosa dirà di me il Barbanera al secolo Matteo Salvini?).

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    09 Settembre 2018 - 13:01

    Ma la vogliamo smettere di aggrapparsi alle esegesi semantiche e ai richiami emozionali? La vera, autentica “emergenza”, restando ovvio che ridurre gli sbarchi e gestirli in un’ottica europea sia necessario, è come risolvere il macigno del “pregresso”, dei “già presenti”. Sono i già presenti, irregolari, clandestini, fuori controllo, il nodo. Nessuno ne parla in termini razionali: un mistero. Rimpatriarli tutti e in tempi brevi è un’idiozia propagandistica da campagna elettorale pro peristalsi intestinale. Accoglierli tutti, altrettanto. Numeri credibili danno circa 250.000 persone in quella condizione. Aquarius, Diciotti, attività delle procure e menate varie tengono il banco mediatico perché danno il destro di personalizzare e attaccare il nemico politico. Tipico del nostro comportamento “culturale”: focalizzarsi su idiozie per partorirne di altrettanto idiote. Giro, giro tondo.

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  • stearm

    09 Settembre 2018 - 11:11

    300 migranti su 30.000 abitanti: la fatidica soglia dell'1%. Un vero dramma.

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