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Il giudice e la piazza

Le prospettive opposte delle sentenze Mannino e Trattativa svelano la metamorfosi di una giustizia che da formale si fa sostanziale

6 Agosto 2018 alle 10:49

Il giudice e la piazza

Via d’Amelio, a Palermo, dopo l’attentato al giudice Borsellino. Due sentenze hanno dato una lettura diversa dei motivi che spinsero la mafia a uccidere il magistrato (foto LaPresse)

Si assiste alla metamorfosi della giustizia, che da formale si fa sostanziale. Una giustizia che antepone il costume sociale alla norma giuridica. Laddove per costume sociale si intende l’approccio fideistico alla dottrina della trattativa Stato-mafia.   Le motivazioni del processo palermitano chiuso con condanne pesantissime si presentano, innanzitutto, come un vestito comodo per chi ha postulato l’esistenza dello scellerato patto fra mafiosi e istituzioni.   Poco importa che sia soltanto una sentenza di primo grado, dunque appellabile e ribaltabile. Men...

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