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La teoria del "grande depistaggio" sulla strage di Via d'Amelio è falsa

Il pentito Scarantino era un bugiardo, i pm di Palermo archiviarono le sue accuse

9 Agosto 2018 alle 06:00

Paolo Borsellino è stato assassinato in Via d'Amelio il 19 luglio 1992

Paolo Borsellino è stato assassinato in Via d'Amelio il 19 luglio 1992 (Foto LaPresse)

Si torna a parlare del “grande depistaggio” sulla strage di via D’Amelio e del pentito Scarantino. Su due bacheche di Facebook, quelle dell’avvocata Rosalba Di Gregorio e del giornalista Massimo Martini, si sono confrontati l’avvocata Di Gregorio, che fu la prima a denunciare in aula nel processo di primo grado le anomalie dell’inchiesta e le bugie di Scarantino, e il sostituto procuratore generale di Palermo Domenico Gozzo, che all’epoca era pm in procura. Nel dibattito si tocca un tema delicato. La procura di Palermo avrebbe potuto fare di più, all’epoca delle dichiarazioni del pentito poi rivelatosi falso? Nella faccenda c’è un aspetto procedurale che ha la sua importanza: sull’uccisione di Borsellino i pm di Palermo non avevano competenza, che toccava ai loro colleghi di Caltanissetta. Scarantino però non si limitò a parlare della strage ma si autoaccusò di omicidi, sostenne che Berlusconi si riforniva di droga dalla mafia e, per buona misura, lanciò nuove accuse contro Bruno Contrada. Tutto ciò per aumentare la sua caratura di pentito. Sta di fatto che quei verbali, come ora Gozzo conferma su Facebook, furono inviati per competenza a Palermo e la procura indagò e archiviò, una volta verificato che si trattava di evidenti balle. Scarantino però non venne denunciato per calunnia, come per altri falsi pentiti era successo. Il dottore Gozzo sostiene che non c’erano elementi sufficienti per reggere l’accusa. Se ne può discutere. Il fatto certo è che quando il “pentito” si esibì in aula a Caltanissetta, a Palermo già sapevano che si trattava di un bugiardo. Altro che raffinatissimo depistaggio.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    09 Agosto 2018 - 10:10

    Il quadro d'insieme delle inchieste antimafia ai tempi degli honesti ricorda Due mafiosi contro Goldginger, con Franco e Ciccio.

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  • giantrombetta

    09 Agosto 2018 - 09:09

    Depistaggio ecc.ecc. L’Italia continua ad essere soffocata da innumerevoli stragi oggetto di innumerevoli processi penali che si ritiene non siamo approdati alla verita’ non diciamo assoluta ma manco processuale. Ma le indagini ed i processi non sono guidati e condotti dai magistrati i quali dispongono di tutti gli strumenti di legge per svolgere il loro compito in assoluta libertà e autonomia? I processi, si diceva un tempo, si svolgono solo nelle aule dei tribunali. Ora pare possano svolgersi ovunque e soprattutto non avere mai termine. Ho come l’impressione che la giustizia terrena tenda a voler trasformarsi in giustizia divina. Ha ragione Harari a scrivere che viviamo la stagione in cui l’homo sapiens si industria a diventare homo deus? Oppure siamo semplicemente a occuparci di depistatori depistati, senza naturalmente venire mai a capo di nulla?

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