cerca

Ci manchi, America

Trump si ritira dall’Oms e attacca la Cina. Chi scommette sul disordine oggi dice: Hong Kong è come Minneapolis

30 Maggio 2020 alle 07:13

Ci manchi, America

foto LaPresse

Milano. Immaginate come sarebbe stata la pandemia con un leader alla Casa Bianca, scriveva ieri David Brooks sul New York Times, un leader “vero”, in grado di comprendere la gravità della crisi, di mostrare vicinanza e comprensione, di dare indicazioni chiare, di “riarticolare lo scopo dell’America”, perché a unire gli americani “è un futuro comune, non tanti passati comuni”. Invece c’è Donald Trump e stiamo vivendo la prima crisi globale del Dopoguerra senza l’America come guida, e anzi quest’America è...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Skybolt

    30 Maggio 2020 - 20:48

    Cara Peduzzi, ma se il leader vero, George W. Bush, è stato seppellito sotto montagne di letame con la complicità della maggior parte dei soi sostenitori, anche italici, tutti innamorati del paraculo di Chicago... . E i democratici americani mi sembrano tanto come quei soldati della Collina del Disonore, se lo ricorda, che sul più bello svaccano tutto. E anche la narrazione che se non ci fosse Trump... l'ha vista la legge bipartisan in Senato? Il mondo oggi è in un momento 1948. Vada a vedere e ne riparliamo.

    Report

    Rispondi

  • Carlo6

    30 Maggio 2020 - 16:03

    Se a novembre Trump perde, tutto in America potrà ricominciare da dove si era lasciato. La stessa domanda la possiamo fare a noi stessi: se in Italia oltre al leader avessimo un governo che governa, dopo la pandemia avremmo gli stivali delle sette leghe. Al momento contentiamoci di essere retti da un’Europa che sembra esserci, a parte gli eterni distinguo dei popopulisti che cominciano ad averne paura.

    Report

    Rispondi

  • emiliosisi

    30 Maggio 2020 - 12:00

    Apprezzo molto l'articolo e il senso proposto. Non ho consigli da dare. Come fa Meotti con Israele andrebbe fatto anche rispetto agli USA: che Trump sia il cattivo ci sta, ma nel contesto attuale occorre avere la capacità di evitare di perdere di vista l'orizzonte. A Hong Kong la polizia può anche non sparare, ma il sistema non è una liberal democrazia, non offre le garanzie necessarie. Negli USA dei poliziotti possono uccidere una persona ma il sistema garantisce la punizione: talvolta non esemplare ma questo fa parte del sistema meno peggiore. Che Trump non faccia nulla per favorire convivenza è vero, ma il razzismo non si risolve con leggi ad etniam. Le rivolte vanno condannate a prescindere in un sistema liberaldemocratico: se esistono leggi che favoriscono il razzismo allora si combattano; altrimenti si puniscano i responsabili di uccisioni e saccheggi (la legge e il sistema sanno usare pesi diversi). Credo che il giornalismo non debba limitarsi a descrivere il particolare.

    Report

    Rispondi

  • branzanti

    30 Maggio 2020 - 09:14

    Verissimo ciò che Lei scrive gentilissima Paola sull'assenza degli Usa e su come i paesi autoritari approfittino del disastro trumpiano. Tuttavia, ed è il vero dramma, Trump non è un incidente di percorso, perché la sua natura rozza e violenta è perfettamente connaturata all'America profonda, altrettanto rozza e violenta, che si sente pienamente rappresentata dalle sue parole di odio. Anche se ovviamente a Trump di loro non importa nulla. Avevamo dimenticato, per troppo tempo, che esiste un paese civile, geneticamente sulle due coste, ed uno rozzo, sottosviluppato, violento e cattivo in mezzo. Che con Trump sente, per la prima volta, di disporre di un terminale per il suo odio verso la cultura, la scienza, il rispetto per le persone, chi non la pensa come loro o è diverso da loro. Il futuro degli Usa è fosco.

    Report

    Rispondi

Servizi