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Da “Hillary corrotta” a “Biden corrotto” la strada è breve e passa per gli stessi nomi e siti del 2016

Fox News, Breitbart e oltre. Il ruolo dei media conservatori nella diffusione delle accuse all'ex vice presidente fa presagire una campagna elettorale per il 2020 molto simile alla precedente

8 Ottobre 2019 alle 06:00

Da “Hillary corrotta” a “Biden corrotto” la strada è breve e passa per gli stessi nomi e siti del 2016

Steve Bannon, direttore esecutivo di Breitbart News ed ex capo stratega del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump (foto LaPresse)

Se tiri i fili dell’accanimento di Donald Trump sulla famiglia Biden e l’Ucraina ti ritrovi immerso negli stessi nomi, siti e organizzazioni che hanno contribuito alla manipolazione informativa delle elezioni del 2016. Per esempio: una delle fonti principali delle accuse ai Biden è il Government Accountability Institute (GAI), un centro fondato nel 2012 da Steve Bannon, architetto del trumpismo, finanziato da Robert Mercer, uno dei principali sostenitori della campagna presidenziale di Trump e presieduto da Peter Schweizer, editor at large...

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Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi

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Commenti all'articolo

  • Carlo A. Rossi

    09 Ottobre 2019 - 10:10

    Sembra sempre che io me la prenda con Paola Peduzzi, con cui mi scuso: ma articoli come questo mi ricordano il Tacito che scriveva di Tiberio "sine ira ac studio", mentre invece Tiberio era oggetto di illazioni negli Annali (ciò non toglie la grandezza di Tacito). Qui è la stessa cosa: Trump non è Tiberio, e, spiace dirlo, Paola Peduzzi non è Tacito, ma non è che gli avversari di Trump siano di pasta migliore. La Clinton, che ancora si lecca le ferite, non era certo un personaggio di specchiata onestà e moralità, e Obama ha ben provato a screditare Trump e Netanyahu in modi poco puliti. Ma quelle non sono bufale o spazzatura. Paola Peduzzi applica molto l'adagio per cui la legge per i nemici si applica, per gli amici si interpreta. Per cui, qual è la credibilità di articoli come questo? Almeno Tacito aveva un stile divino...

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  • Skybolt

    08 Ottobre 2019 - 13:01

    Con uguale risultato, ci si augura qui. Non so lì. Tutti "We love Elizabeth", questa volta?

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  • branzanti

    08 Ottobre 2019 - 09:09

    Mi auguro che si realizzi l'affermazione conclusiva di Paola Peduzzi. Comunque la politica Usa è scivolata ad un livello di orrore e di totale assenza di idee che, al confronto, l'attuale, squinternata politica italiana sembra da manuale.

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