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Trump ha chiesto aiuto all'Italia contro l'intelligence americana

Due visite segrete a Roma del ministro della Giustizia americano, Barr, per assecondare l’ossessione trumpiana contro il Deep State. L’arrivo di Mike Pompeo

2 Ottobre 2019 alle 06:00

Il Russiagate non finisce mai
Roma. Ieri i giornali americani hanno rivelato che il presidente americano, Donald Trump, ha chiamato il primo ministro australiano, Scott Morrison, e gli ha chiesto informazioni per screditare l’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller. Per due anni il procuratore ha indagato sulla possibile collusione fra Trump e il governo russo e sebbene ci siano state decine di condanne contro il suo staff e contro agenti dell’intelligence russa alla fine il presidente americano non è stato toccato. Trump però telefona a...

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Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    02 Ottobre 2019 - 09:09

    Sul comportamento del nostro governo attendo qualche informazione più dettagliata.

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  • branzanti

    02 Ottobre 2019 - 09:09

    La paranoia, la mania di persecuzione, il sospetto (tipico delle persone che cercano sempre di ingannare gli altri) di Trump sono ormai evidenti a chiunque non voglia atteggiarsi a cieco. Le ultime esternazioni, in cui ha berciato di colpi di stato ed ha evocato, termine pericolosissimo in questo clima, la guerra civile, appaiono come deliri allucinati di un individuo terrorizzato e, pertanto, capace di compiere qualsiasi azione. Vengono clamorosamente smentite le molte opinioni di quanti asserivano che il sistema Usa di check and balance non sarebbe stato scalfito da una presidenza così anomala; il dissesto istituzionale e civile odierno rappresenta la più drammatica smentita e la vicenda è soltanto agli inizi. Pensando con sgomento agli Usa mi sovvengono solo le parole di Lucio Battisti "a te che un errore è costato tanto". Per Trump quelle di Lincoln "potete ingannare un uomo per tutta la vita e tutti gli uomini qualche volta, ma non potete ingannare tutti per tutta la vita".

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    • Ferny55

      02 Ottobre 2019 - 12:12

      Brazanti un ripassino della costituzione americana non farebbe male. Il Presidente degli Stati Uniti è il capo del potere esecutivo e quindi anche di quello giudiziario. Lo hanno accusato di cospirare con un paese estero per vincere le elezioni ed è stato esonerato, dopo due anni e mezzo, dall'indagine del Consigliere Speciale. E ora non vuole che ora indaghi per capire chi ha tentato di incastrarlo? Buona fortuna a lei ma soprattutto al buon Capone che ieri ha scritto un articolo sul Foglio, di questo misterioso personaggio maltese di nome Mifsud e di quella strana istituzione romana chiamata Link Campus University.

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  • Ferny55

    02 Ottobre 2019 - 08:08

    Ranieri ci sono tre indagini ufficiali del DOJ sulla bufala russa, con tre distinti Procuratori che stanno indagando. Non direi proprio un'ossessione.

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    • Skybolt

      02 Ottobre 2019 - 13:01

      In effetti è stato il comitato elettorale democratico che ha chiesto aiuto ai servizi italiani (ossia Renzi&Gentiloni). E non si parli di Copasir, perchè al Copasir da quando esiste i servizi dicono solo quello che gli conviene dire.

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      • branzanti

        02 Ottobre 2019 - 14:02

        Gentilissimi (rispondo ad entrambi) i toni di Trump, le minacce, l'evocazione della guerra civile a gruppi che non vedono l'ora di usare le armi davvero tutto normale? O fa così perché gli altri sono cattivi? Io direi che siamo di fronte ad uno psicopatico pericoloso e questo è un aspetto che dovrebbe largamente trascendere qualsiasi consenso politico. Se la condivisione per presunte idee politiche non deve tener conto di queste considerazioni, è evidente che io, che ho cambiato idea su tutti gli Usa, non sui repubblicani, per colpa di Trump, ho un approccio diverso. Peraltro Trump non è stato scagionato dal rapporto Mueller, solo dichiarato non imputabile per vie giudiziarie ordinarie.

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        • Carlo A. Rossi

          02 Ottobre 2019 - 16:04

          Perdoni, Branzanti, ma i Suoi interventi risultano a me sempre di difficile comprensione. Punto primo: quali sarebbero le (cito Lei) "vie giudiziarie straordinarie" (perché quelle andrebbero applicate a Trump)? Giustizia sommaria? Golpe democratico? Secondo punto: il linguaggio di Trump è esattamente speculare a quello dei suoi avversari cosiddetti democratici. Sia onesto: pure il Suo linguaggio tradisce da un lato il livore, dall'altro il disgusto verso un'umanità che Lei e i democratici giudicate poco più che bestiale, nella migliore delle ipotesi. Non fu Hillary Clinton a definire chi votò Trump "despicable" (disgustoso) o ricordo male? Mi spiace scriverlo (ancora), ma in generale i progressisti amano descrivere gli avversari secondo categoria lombrosiane: facile poi lamentarsi che il discorso politico sia degenerato.

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        • branzanti

          02 Ottobre 2019 - 18:06

          Caro Rossi chiedo venia per la spiegazione incompleta, ma gli anni passano. Il presidente non può essere processato per vie ordinarie, ma solo dal congresso, con la procedura di impeachment, come ha rilevato Mueller. Quanto agli elettori ritengo che una parte di essi sia davvero esecrabile (suprematisti, razzisti vari, fanatici delle armi) ed in parte siano persone di scarsa istruzione - non è una colpa - ed impaurite, arrabbiate, forse disperate per le difficoltà economiche, di lavoro, di salute con cui si confrontano quotidianamente. Si sono affidate ad un pifferaio che le disprezza e che ha approfittato della loro debolezza con promesse mirabolanti ed impraticabili. Sono persone che hanno veramente bisogno di aiuto ed in Trump non lo stanno trovando. Altri dovrebbero tenerne conto senza demagogia. E comunque mi spiace ma non sono un progressista.

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