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Il dilemma dei Lib-dem inglesi, e non solo

Quanto può sopravvivere un (terzo) partito che cresce grazie all’infelicità degli ex degli altri?

Paola Peduzzi

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peduzzi@ilfoglio.it

13 Settembre 2019 alle 06:00

Il dilemma dei Lib-dem inglesi, e non solo

Donna e no-Brexit: Jo Swinson guida i libdem britannici (foto LaPresse)

Milano. Quanto può sopravvivere un partito che fonda il suo successo sul discontento nei confronti di altri movimenti, altri politici, altri leader? E’ quello che si chiedono i liberaldemocratici britannici, che pure stanno vivendo una stagione bellissima di consensi e di entusiasmi e di porte aperte con la loro strategia limpida nei confronti della Brexit: non la vogliamo, dicono, non certo nei termini in cui si sta – se si sta – concretizzando. I Tory si spaccano sulla versione dura...

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Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica inglese, francese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, Cosmopolitics, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante.

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