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Una Brexit “soft” non è così male

Anche i tabloid più brexitari del Regno Unito stanno iniziando a capire che l'unico piano sopravvissuto alla guerra interna ai Tory è il compromesso dei Chequers e chiedono una tregua ai golpisti conservatori

Paola Peduzzi

Email:

peduzzi@ilfoglio.it

14 Settembre 2018 alle 06:00

Una Brexit “soft” non è così male

La premier britannica Theresa May (foto LaPresse)

Milano. Ieri il Regno Unito si è svegliato con un’altra prima pagina sui traditori, termine usatissimo nella guerra civile che ci ostiniamo a chiamare Brexit. Chi tradisce il popolo, chi tradisce il paese, chi tradisce il mandato, chi tradisce l’amico, l’alleato, la moglie: ognuno ha un tradimento di cui rendere conto, semmai la differenza sta tra chi ostenta e chi nasconde. I traditori denunciati dal Daily Mail ieri però hanno un altro peso, perché testimoniano un cambiamento che avrà effetti...

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