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Frontiere estreme

Quel che non torna nella coalizione di Salvini & Co. sui migranti

12 Luglio 2018 alle 21:29

Frontiere estreme

Operazione di Polizia alla tendopoli per i migranti allestita dal Centro Baobab (foto LaPresse)

Giovedì è nato un nuovo asse dei volenterosi formato da Italia, Austria e Germania (tendenza Baviera) che si contrappone a quello che era stato lanciato un paio di settimane fa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel assieme a Spagna e Grecia: il primo vuole chiudere ai migranti, il secondo vuole governare i movimenti interni all’Ue e l’integrazione.

  

La formazione di coalizioni contrapposte già dà un segnale concreto sullo stato dell’Europa: si procede per mini alleanze, perché a livello complessivo il dialogo è interrotto, almeno sulla questione migratoria, peraltro tra le meno urgenti se si considerano i dati asfittici sulla crescita economica pubblicati ieri (l’Italia è quella che cresce meno). Ci si accorda tra paesi, quando è possibile, e questa è la grande vittoria della teoria Orbán, che punta a uno spacchettamento geografico-ideologico dell’Europa, ma nella pratica si rischia lo stesso pantano di quando si tentava di procedere in modo pressoché unitario.

  

I volenterosi della Merkel hanno un piano fattibile: la Germania restituisce ai paesi di primo approdo i migranti che hanno fatto già richiesta di asilo lì e in cambio accelera i processi di ricongiungimento familiare con i migranti che già vivono in Germania. Non è certo un accordo onnicomprensivo, ma intanto individua un percorso di collaborazione con oneri condivisi. L’Italia non vuole far parte di questa coalizione e ne ha costruita un’altra con gli austriaci e con il ministro bavarese dell’Interno Horst Seehofer, in conflitto con la cancelliera sulla questione migratoria (anche questa specificazione, “bavarese”, è penosa, e orbanissima).

   

Il collante è l’obiettivo di fermare le migrazioni in territorio europeo e istituire hotspot extraeuropei che si occupino della verifica della richiesta d’asilo – l’Austria propone una commissione itinerante in questi centri che si occupi di tutto, esternalizzazione completa del problema. Non è una proposta originalissima, ma il difetto più grande è che è stata rifiutata dai paesi che dovrebbero ospitare questi centri: la moral suasion europea, nel suo complesso, sarebbe proficua, ma non c’è, i volenterosi vogliono procedere in autonomia. Ci sono poi le regole d’ingaggio delle missioni costiere e la necessità di dichiarare “sicuri” altri porti oltre a quelli italiani, i porti libici prima di tutto.

 

Ricordate quando si diceva che per evitare migrazioni di massa e attacchi terroristici era necessario stabilizzare il medio oriente e l’Africa del nord? Ricordate chi erano i movimenti e i paesi meno interventisti in assoluto? Ecco: mettere in sicurezza i porti libici ha a che fare esattamente con questo. L’idea di fortezza piace molto, ribalta il famoso paradigma che viene sempre citato da Salvini & Co, ma al momento non ha un dettaglio concreto che possa funzionare in tempi brevi, nel rispetto del diritto internazionale esistente. Sulle frontiere interne poi lo schema è lo stesso: Seehofer ha detto che i colloqui con l’Italia saranno complicati, e lui ha fretta, vuole chiudere entro luglio un accordo spendibile nella campagna elettorale bavarese. Una via ci sarebbe: è quella di Merkel con Spagna e Grecia, ma non ditelo, c’è volenteroso e volenteroso.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    13 Luglio 2018 - 19:07

    L'Italia è quella che cresce meno. Come con Renzino e il conte Gentiloni, quindi. Vedremo se il nuovo Conte saprà far di meglio, un mese e mezzo è ancora troppo poco. Il cosiddetto piano fattibile tedesco è folle in generale e controproducente per noi: ci restituirebbe decine di migliaia di clandestini che evidentemente volevano andare in Germania, se no si sarebbero fermati qua, e come premio ne farebbe arrivare altri per favorire i ricongiungimenti, che però a questo punto avverrebbero in Italia e qui rimarrebbero vita natural durante. Bell'affare (per i tedeschi e i clandestini)

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  • dongivu

    13 Luglio 2018 - 09:09

    Le migrazioni non sono un'emergenza? In primo piano la crescita, la disoccupazione giovanile, il sud controllato dalla criminalità organizzata? Spiegatelo all'anziano che non arriva a fine mese e che vede i marcantoni neri chiedere elemosina col telefonino, spacciare droga, arruolato dalla criminalità organizzata. Piacerebbe a tutti accogliere i disperati del mondo, fare il paradiso in terra. Almeno il marxismo aveva un progetto organico: proletari di tutto il mondo unitevi. Qui invece ci sono i buonisti che dall'alto dei loro privilegi gridano accoglienza, accoglienza, evviva il vangelo anche se sono miscredente. Qual'è il progetto per favorire la crescita, diminuendo la povertà e portando tutti i naufraghi in Italia? Se non esiste questo progetto almeno fermiamo arrivi di nuovi disperati che accresceranno i problemi insoluti, rinfocolando le guerre tra i poveri; e tutti i boldrini d'Italia con lo sguardo languido e la boccuccia corrucciata.

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