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Il volto inumano di Salvini

I corpi galleggianti di una donna e di un bimbo nel Mediterraneo sono prova del lato oscuro della politica migratoria italiana

17 Luglio 2018 alle 18:10

Il volto inumano di Salvini

La donna recuperata dagli operatori di Open Arms (foto LaPresse)

Il ministro “Lo dico da papà” Matteo Salvini è stato sfortunato. Open Arms, una delle imbarcazioni della ong catalana Proactiva, ha sfidato le sue intimidazioni e ha fatto nuovamente rotta verso la Libia. Dopo l’annuncio di Salvini via Twitter che Open Arms avrebbe visto i porti italiani solo in cartolina, l’imbarcazione si è imbattuta nei resti di un gommone su cui giacevano due donne e un bambino. Annalisa Camilli di Internazionale, che è a bordo di Open Arms, ha raccontato il salvataggio dell’unica sopravvissuta, Josephine, e il recupero dei corpi di una donna e di un bambino di circa cinque anni: “Per la dottoressa di bordo Giovanna Scaccabarozzi la donna era morta da diverse ore mentre il bimbo era deceduto da poco”.

 

  

Oscar Camps, il fondatore di Proactiva, ha fatto una denuncia agghiacciante: “La guardia costiera libica ha annunciato di aver intercettato una barca con 158 persone a bordo e aver fornito assistenza medica e umanitaria. Quello che non ha detto è che ha lasciato due donne e un bambino a bordo e ha affondato la nave perché non volevano salire sulla motovedetta libica”. L'accusa di Camps è grave e merita un’inchiesta, almeno per omissione di soccorso. I due cadaveri della donna e del bambino non vedranno i porti italiani nemmeno in cartolina per colpa dei trafficanti, ma anche grazie alla politica di Salvini e dei suoi alleati nazionali e europei, oltre che degli esecutori libici.

 

  

La guardia costiera libica è finanziata, addestrata e monitorata dall’Italia e dall’Unione europea, che sperano così di appaltare il lavoro sporco alle sue motovedette. La criminalizzazione e il sequestro delle imbarcazioni delle Ong (diverse navi sono bloccate a Malta) ha ridotto le capacità di salvataggio nel Mediterraneo centrale. La creazione di una Sar (zona di “search and rescue”) della Libia è una finzione ipocrita e cinica, visto che i libici non hanno i mezzi per coprire una zona così vasta e non esiste porto sicuro nel paese per i migranti. La chiusura dei porti decisa di imperio da Salvini ha rimesso in discussione il principio del soccorso in mare che regola il diritto internazionale da secoli. Il ministro ha chiuso in fretta la sua inchiesta: “Bugie e insulti di qualche ong straniera confermano che siamo nel giusto (…). Io tengo duro”. In fondo Salvini è fortunato. Dimenticata la foto del corpo di un bambino che galleggia, il popolo tornerà ad applaudire la sua mancanza di umanità.

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Commenti all'articolo

  • ancian99

    23 Luglio 2018 - 15:03

    Ciò che interessa al governo in carica è di impedire ai profughi africani di arrivare in Italia. Non ci si chiede come aiutare questi popoli a rimanere nelle loro terre, a non essere perseguitati dalla carestia, dalla guerra civile, dai trafficanti di uomini. A quelli che , un tempo, venivano chiamati 'Paesi in via di sviluppo', l'Occidente ha voltato le spalle, non ha annullato il debito, non ha fornito aiuti sufficienti per l'utilizzo pacifico delle loro risorse, per la costruzione di infrastrutture. Non si può considerare capo di un governo "legittimo" chi si nasconde dietro l'ipocrita bonomia di "un papà", per imporre al popolo italiano che non è 'in via di sviluppo, o lo è(?),delle agghiaccianti leggi da ghetto ebraico.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    18 Luglio 2018 - 10:10

    Prima una nave che forse è stata dirottata dai clandestini, ora persone che si rifiutano di salire a bordo della nave che li sta salvando. Bisognerebbe dire basta all'ipocrisia del "salvataggio": non vogliono essere salvati, vogliono arrivare in Italia ed ogni mezzo è buono, anche rischiare la vita su barche e gommoni macilenti per poi dare la colpa all'uomo nero Salvini. Se i porti italiani fossero stati chiusi prima dai governi PD forse non staremmo più assistendo a queste situazioni. Le ONG si confermano sempre più dei taxi del mare, solo che quando sali su un taxi devi avere una destinazione certa. Il fatto che i porti italiani rimangano doverosamente chiusi implica dover cercare un'altra destinazione. Quale? Fino a quando queste ONG faranno il gioco dei trafficanti di esseri umani?

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    18 Luglio 2018 - 09:09

    I corpi galleggianti sono una prova che la madre e il bambino così come tutti quelli che si imbarcano sono naufraghi già prima di prendere il largo: i libici ne hanno salvati più di 150 perchè avrebbero dovuto "ammazzarne" 2?: il lato oscuro della politica? No è il lato oscuro della statistica: se ti metti in acqua con un gommone per fare centinaia di miglia in mare aperto la probabilità di morire si alza paurosamente. Ultime notizie: un barcone partito dalla Tunisia con 40 persone a bordo è stato fermato dopo poche miglia (anche dalla Croce Rossa) non vogliono scendere perchè vogliono trasbordare su navi europee: il lato oscuro dell'annuncio "Europa valle dell'Eden, l'Europa vi attende Open Arms".

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  • giesse

    18 Luglio 2018 - 08:08

    negli ultimi 15 anni i profughi morti nel mediterraneo sono stati 30.000 finalmente si è trovato il responsabile

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