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Quelle scritte antisemite sui muri della "piccola fortezza" degli ebrei di Spagna

Un piccolo paese cambia nome per dimenticare il passato delle persecuzioni religiose e gli estremisti rispondono con graffiti contro gli ebrei

5 Maggio 2016 alle 18:24

Quelle scritte antisemite sui muri della "piccola fortezza" degli ebrei di Spagna

I segnali stradali con il nome precedente della città sono stati cambiati con quello attuale: Castrillo Mota de Judíos (foto LaPresse)

Castrillo Matajudíos significa "Piccola fortezza degli assassini degli ebrei" ed era il nome di un villaggio a nord della Spagna. Un vero e proprio inno all'antisemitismo, retaggio delle persecuzioni dell'Inquisizione spagnola. Ora il villaggio, che conta appena 56 abitanti, si chiama Piccola fortezza degli ebrei (Castrillo Mota de Judíos) e il nuovo nome è stato deciso dagli stessi residenti chiamati a votare a un referendum ad hoc indetto due anni fa. Da quando il villaggio ha cambiato nome, però, sono iniziati gli attacchi antisemiti. Sui muri di questo piccolo paese alle porte di Burgos, come riporta il New York Times, sono comparsi dei graffiti contro gli ebrei che il sindaco Lorenzo Rodríguez Pérez attribuisce a gruppi di estrema destra non legati ai residenti.

 

Lo scorso weekend i cartelli stradali sono stati ricoperti da scritte di ispirazione fascista, ovviamente in funzione anti-ebraica. Ma gli atti vandalici non sono eventi isolati a detta del primo cittadino, che ha commentato amaramente gli altri attacchi recenti: "Cambiare nome, purtroppo, non basta a cambiare le cose in meglio". Le panchine e le facciate degli edifici imbrattate con scritte antisemite. I gesti vandalici rischiano di mettere in secondo piano gli sforzi compiuti dalle autorità per scrollarsi di dosso la nomea di cittadina nemica degli ebrei. Le autorità di Castrillo Mota de Judíos hanno avviato recentemente gli scavi archeologici per riportare alla luce i resti di una sinagoga. A giugno, poi, il sindaco guiderà una delegazione di sette persone in occasione di una visita ufficiale in Israele. Ma è proprio il riavvicinamento alla comunità ebraica che ha dato e continua a irritare i gruppi estremisti e gli attivisti filopalestinesi. Nonostante tutto, Lorenzo Rodríguez Pérez continua ad andare per la propria strada e non si fa intimidire dagli atti vandalici. "Abbiamo rispettato queste proteste ma ora ci aspettiamo che gli altri rispettino la nostra scelta di cambiare il nome. Purtroppo ci sono sempre delle persone che sono troppo intransigenti per capire questi semplici diritti, anche in un paese democratico come la Spagna".

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