Non bisogna abbassare la guardia. A Milano aggredito un ragazzo perché indossava una kippah

Redazione
Ecco l'ennesima prova: nell'Europa che dice di difendere la libertà religiosa chi indossa un kippah deve temere per la propria incolumità.

"L'aggressione di via Soderini testimonia che i fantasmi dell'intolleranza sono ben vivi anche nella nostra città", ha detto il candidato sindaco di Milano per il centrosinistra Beppe Sala, commentando la notizia dell’aggressione a un ragazzo di 15 anni in un parco milanese perché indossava la kippah. L’episodio, raccontato sui giornali di oggi, è avvenuto nel fine settimana all'interno del Parco Olimpia, in via Soderini. Alcuni ragazzi che giocavano nel parco sono stati insultati perché indossavano il tradizionale copricapo ebraico  – “ebrei di merda” – stando a quanto raccontato dagli aggrediti alla polizia.

 

Uno di loro, un quindicenne romano di passaggio a Milano, è stato colpito al volto. Fuggiti gli aggressori, è poi stato medicato dal personale del 118 e ha denunciato il fatto alle forze dell’ordine. Gli investigatori si sono affrettati a parlare di “bullismo”, escludendo al momento le motivazioni razziali. Tutto da dimostrare, resta il fatto che ancora una volta, nell’Europa che dice di difendere la libertà religiosa, chi indossa una kippah deve temere per la propria incolumità. Una situazione inaccettabile che il Foglio mesi fa denunciò lanciando l’idea di un giornata della kippah, in concomitanza con la Giornata della memoria.

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