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Il mondo è sconvolto, Notre-Dame è ancora lì

La cattedrale non è il simbolo di un occidente che crolla, ma di un’Europa che sa come reagire di fronte ai focolai

17 Aprile 2019 alle 06:08

Il mondo è sconvolto, Notre-Dame è ancora lì

foto LaPresse

La repubblica del cialtronismo sovranista ha scelto di trasformare le immagini infernali delle fiamme che hanno inghiottito Notre-Dame nella metafora perfetta di un’Europa pronta a collassare da un momento all’altro sotto il peso della sua incuria, della sua disunione, della sua litigiosità, della sua inutilità, della sua inarrestabile fragilità.   Alcuni commentatori stimati all’interno del mondo sovranista hanno avuto il coraggio di dire ad alta voce quello che ciascun populista desideroso di sbarazzarsi della cattedrale europea ha probabilmente pensato di...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio da dieci anni e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • ancian99

    17 Aprile 2019 - 16:04

    Vorrei che tutti rivolgessero un pensiero ai sapeurs-pompiers di Parigi che hanno, come il loro cappellano, sfidato le fiamme pur di salvare l'ostensorio e le reliquie, come la corona di spine. Hanno lottato eroicamente contro l'incendio per far sì che le torri con i campanili e buona parte della navata restassero in piedi.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    17 Aprile 2019 - 15:03

    “Le campane che sentirete suonare oggi alle 18.50 in tutte la cattedrali di Francia, sono le campane di chi sa che le ferite dell’occidente si riparano unendosi”. Di qui, l’appello di Macron all’ “unità della nazione”, di qui la pioggia di euro -600 milioni in 24 ore- subito arrivati per l’ “impresa”…. Certo che Notre-Dame verrà ricostruita. Dubito, solo, che l’impresa potrà imputarsi al sentimento di ritrovarsi “comunità”, men che meno al riscoprirsi “come una famiglia”, magari (perché “famiglia” questo è) unita sotto la protezione (non richiesta) e la guida (non riconosciuta) della “Dame”. Semplicemente (e senza polemica alcuna), sarà ricostruita perché è unica e meravigliosamente bella e attrattiva, e l’orgoglio dei francesi ne va giustamente fiero. Per il resto, mi piace ricordare con Gomez Davila (non sarà cialtrone pure lui?) che “La religione non è nata dall'esigenza di assicurare solidarietà sociale, come le cattedrali non sono state edificate per incentivare il turismo”.

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  • luzi.marta

    17 Aprile 2019 - 11:11

    Direttore, come fa sempre lei ci offre un'articolo perfetto! Le sue parole sono quelle che tutti noi vogliamo sentire, il valore, l'orgoglio di sentirci parte dell'Europa è quello che proviamo insieme a lei! Notre Dame de Paris è stata ferita e noi con lei, ma non è crollata e non crollerà! Grazie

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  • lorenzolodigiani

    17 Aprile 2019 - 11:11

    Caro Direttore, un tale Meluzzi, ospite fisso di un talk show, ha dichiarato, mentre divampava l’incendio, che probabilmente al posto di Notre Dame sarebbe sorta una moschea. Non ha osato dire niente di piu’.

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