Così il progetto dei 5stelle sulla giustizia avanza inesorabile

Massimo Bordin

Rino Formica vede nei progetti di riforma pensionistica di Luigi Di Maio un aspetto fondamentale della trama

La sua naturale esuberanza, diciamo così, ha spinto il ministro Salvini a farsi ritrarre mentre sguazzava nella piscina di una villa sequestrata a un boss. Gesto simbolico legato a un antico modello di comunicazione acquatica. Non sarà stata la nuotata del presidente Mao nel grande fiume giallo e nemmeno quella di Beppe Grillo nello stretto di Messina, ma è servita al ministro, oltre che a rinfrescarsi, per comunicare che ritiene la mafia una merda. Anche in questo caso lo slogan non è originale. Lo usava Totò Cuffaro quando era governatore. La villa peraltro era stata sequestrata al boss da un precedente governo. Anche il ministro della Giustizia Bonafede, meno esuberante fisicamente, è molto attivo e sui suoi annunci pure ci sarebbe da ridire. Ma non è questo il punto, anzi, sostiene Rino Formica, rischia di distrarre dal vero problema. “Due delicatissimi apparati di stato, la giustizia e la sicurezza, ognuno in mano a un solo partito”. A via Arenula il progetto a 5stelle avanza inesorabile, come notava anche in un lungo articolo su Repubblica Liana Milella. “Arriveranno a condizionare anche il Quirinale, piazzando uno dei loro alla vicepresidenza del CSM e i leghisti lasceranno fare, paghi del Viminale” incalza Formica che vede nei progetti di riforma pensionistica di Di Maio un aspetto fondamentale della trama. “Quando si parla di pensioni sopra i 4 o i 5 mila euro si pensa a quelle dei magistrati e degli alti burocrati di stato. Le minacce di tagli spingono ai pre-pensionamenti. I vuoti creati saranno riempiti da persone di fiducia. Una cosa simile fece Andreotti nel 1972” conclude l’ex ministro socialista che contro le trame andreottiane seppe combattere.

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