Pizze in faccia all'ayatollah Khamenei

Andrea Marcenaro

Domani prendo un taxi, dico all’autista di portarmi a Fiumicino, e me ne vado in Iran a svolgere una missione importante

No, domani non vado in campagna. Domani prendo un taxi, dico all’autista di portarmi a Fiumicino, pago, scendo, osservo invidioso quelli fuori che fumano, poi entro, compro il mio bel biglietto, faccio il mio bel check-in, aspetto il giusto, m’imbarco, mi siedo, guardo storto il vicino che deborda sul mezzo bracciolo mio, cerco di sbirciare fuori e sono giusto sull’ala, aspetto, provo a dormire, non dormo, leggo per sette volte le imperdibili tradizioni di Chieti sulla rivista patinata della compagnia, vado un po’ in bagno, esco dal bagno, mi risiedo, sbuffo, arrivo a destinazione, scendo, esco dal gate, prendo un altro taxi, riscendo, ripago, entro in un sontuoso palazzo del centro, incontro la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, e gli ammollo a freddo una pizza in faccia così vediamo se almeno con me s’incazza.
P. s. Bravo Pierluigi Battista, che sul Corriere ha ricordato Craxi. Peccato tutto quell’inchiostro, quando perfino più efficace sarebbe stato: noi giornalisti obiettivi, né craxiani né anticraxiani.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.