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Pizze in faccia all'ayatollah Khamenei

Domani prendo un taxi, dico all’autista di portarmi a Fiumicino, e me ne vado in Iran a svolgere una missione importante

10 Gennaio 2020 alle 06:00

Pizze in faccia all'ayatollah Khamenei

Ali Khamenei (foto LaPresse)

No, domani non vado in campagna. Domani prendo un taxi, dico all’autista di portarmi a Fiumicino, pago, scendo, osservo invidioso quelli fuori che fumano, poi entro, compro il mio bel biglietto, faccio il mio bel check-in, aspetto il giusto, m’imbarco, mi siedo, guardo storto il vicino che deborda sul mezzo bracciolo mio, cerco di sbirciare fuori e sono giusto sull’ala, aspetto, provo a dormire, non dormo, leggo per sette volte le imperdibili tradizioni di Chieti sulla rivista patinata della compagnia, vado un po’ in bagno, esco dal bagno, mi risiedo, sbuffo, arrivo a destinazione, scendo, esco dal gate, prendo un altro taxi, riscendo, ripago, entro in un sontuoso palazzo del centro, incontro la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, e gli ammollo a freddo una pizza in faccia così vediamo se almeno con me s’incazza.
P. s. Bravo Pierluigi Battista, che sul Corriere ha ricordato Craxi. Peccato tutto quell’inchiostro, quando perfino più efficace sarebbe stato: noi giornalisti obiettivi, né craxiani né anticraxiani.

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