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Il lato oscuro dell'energia verde

Come conseguenza involontaria del boom delle rinnovabili, aumentano le emissioni del gas serra più potente al mondo. L'equivalente di 1,3 milioni di auto in più sulle strade in un anno. Uno studio dell'Università di Cardiff

13 Settembre 2019 alle 19:10

Il lato oscuro dell'energia verde

Alla ricerca delle Indie, Colombo scoprì l'America. L’aspirina, creata per scopi analgesici, si è rivelata essere un ottimo antiaggregante per prevenire gli infarti. Spesso azioni pianificate per raggiungere uno scopo portano a risultati imprevisti. In un celebre saggio, il sociologo americano Robert King Merton parlò della legge delle conseguenze involontarie. Solo che non sempre sono fortunate come quelle del navigatore genovese. 

  

Economico e non infiammabile, l'esafluoruro di zolfo (o SF6) è un gas sintetico incolore e inodore. Siccome rappresenta un materiale isolante estremamente efficace per installazioni elettriche di media e alta tensione, è ampiamente utilizzato in tutto il settore, dalle grandi centrali elettriche alle turbine eoliche, alle sottostazioni elettriche nelle città. Serve per prevenire incidenti e incendi. Ma ha un grave problema: è il gas serra più potente oggi conosciuto e le sue emissioni sono aumentate rapidamente negli ultimi anni, come conseguenza involontaria del boom dell'energia verde.

  

L'SF6 è 23.500 volte più caldo del diossido di carbonio (l'ultra-famosa CO2, l'anidride carbonica). Basta un chilogrammo di SF6 per riscaldare la Terra come 24 voli aerei da Londra a New York – alla faccia delle campagne #flyingless degli attivisti ambientalisti. Inoltre, il gas persiste anche a lungo nell'atmosfera, riscaldandola per almeno 1.000 anni. Uno studio dell'Università di Cardiff ha rilevato che in tutte le reti di trasmissione e distribuzione, la quantità di gas utilizzata è aumentata di 30-40 tonnellate all'anno. Un aumento simile si è verificato in tutta Europa, con emissioni totali nei 28 stati membri nel 2017 per 6,73 milioni di tonnellate di CO2. Cioè le emissioni che avrebbero prodotto 1,3 milioni di auto in un anno.

  

Insomma, nel tentativo di risolvere il cambiamento climatico lo stiamo peggiorando: la spinta a combattere il climate change ha portato a sostituire le grandi centrali elettriche a carbone con fonti miste di energia, tra cui vento, solare e gas. Ciò ha comportato molte più connessioni alla rete elettrica e un aumento del numero di interruttori necessari per prevenire gli incidenti. La stragrande maggioranza di questi quadri elettrici usa SF6 per fermare i cortocircuiti. Peccato che, attraverso piccole perdite (che secondo la società elettrica Eaton, sentita da Bbc, potrebbero raggiungere fino al 15 per cento del gas utilizzato), l'esafluoruro entri nell'atmosfera.

Enrico Cicchetti

Nato a Mantova in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio dalle parti di Roma. Al Foglio dal 2016, si occupa del sito, di video e di infografiche. Su Twitter è @e_cicchetti

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Commenti all'articolo

  • Chichibio

    22 Settembre 2019 - 15:06

    CO2, il cosiddetto biossido di carbonio non è un ossido. E'un'anidride.Infatti chimicamente ha una reazione acida.

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  • luigi.desa

    14 Settembre 2019 - 14:14

    I ricercatori sono pagati per ricercare se non trovano un ciufelo gli tolgono il soldo ecco che qualunque laboratorio di ricerca sforna cazzate ad ogni piè sospinto complice l'informazione corrotta o imbecille.

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  • eleonid

    13 Settembre 2019 - 19:20

    Studiamo gente,studiamo!! Certo è più facile fare propaganda che spaccarsi la schiena ed accecarci per studiare i libri già scritti e scriverne di nuovi dopo accurate ricerche. Ma d'altra parte ancora non sappiamo se è nata prima la gallina o l'uovo.

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