L'Italia ha il morbillo ma il M5s non se ne cura

Secondo l'Oms il nostro paese è al quinto posto nel mondo per incidenza della malattia. Ricciardi, presidente dell’Iss: "Una delle più grandi epidemie in un paese industrializzato". Il candidato premier M5s: "Aboliremo il decreto Lorenzin"

La cultura del vaccino

All’epoca di Trump dovremmo averlo ormai imparato tutti: certi tweet fanno notizia. Quello pubblicato sul suo profilo da Unicef Italia ha destato interesse e consuete bagarre. Ma ha soprattutto il pregio di fotografare due realtà, una positiva, un’altra drammatica. Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia ha lanciato sul proprio account un piccolo sondaggio: “L'Oms ha reso note le statistiche mondiali sull'incidenza del morbillo nel 2017", scrive. “Al primo posto c’è l’India (46.716 casi confermati) al secondo Nigeria (8.414 casi) al terzo Cina (5.469), quarto Pakistan (5.469). Al quinto posto, con 4.803 casi, segue?”, chiede l’Unicef.

   

  

La buona notizia, se può consolare, è che più di sette utenti su dieci hanno indovinato: al quinto posto, per numero di persone contagiate da morbillo nel mondo, c’è l’Italia. Il 12 dicembre scorso il Sistema di sorveglianza integrata morbillo e rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha aggiornato il dato: sono 4.885 i casi dall’inizio dell’anno scorso e 4 ammalati sono morti. L’88 per cento delle persone colpite non erano vaccinate, il 6 per cento erano vaccinate con una sola dose. Peggio di noi solo India, Nigeria, Cina e Pakistan, appunto. Va detto poi che l’Italia ha una popolazione molto minore rispetto a questi paesi e si trova in una fetta di mondo che dovrebbe essere all’avanguardia nella lotta alle malattie infettive.

     

Sono dati allarmanti, che evidenziano l’emergenza in Italia: “Siamo di fronte a una delle più grandi epidemie in un paese industrializzato”, precisa al Foglio il dottor Walter Ricciardi, presidente dell’Iss. “Quasi la metà delle persone infettate è stata costretta a un ricovero in ospedale e il 35 per cento ha avuto almeno una complicanza. E c’è un dato ancora più inquietante: 315 di questi casi riguardavano operatori sanitari”. È importante dunque lavorare su quei medici, infermieri e ostetriche che non hanno copertura vaccinale e debellare i dubbi anti vaccinisti. Ma una nota positiva c’è: “Lo zoccolo duro no vax – spiega Ricciardi – è solo il 2, il 3 per cento degli italiani". E al contrario di quanto si sente dire dai suoi detrattori, “la legge Lorenzin, che reintroduce l'obbligo vaccinale per l'accesso a nidi e scuole dell'infanzia, crea il presupposto al dialogo tra operatori e famiglie. Molto spesso, e ce lo raccontano gli addetti ai lavori, i genitori arrivavano con preconcetti e false informazioni recuperate su internet, o non si presentavano affatto. Ora chi si rivolge ai medici per le vaccinazioni ha possibilità di confrontarsi con i professionisti e nella stragrande maggioranza dei casi il buonsenso prevale e si riesce a convincerli che il vaccino è fondamentale”.

 

Proprio oggi però, il candidato premier del M5s, Luigi Di Maio, a "Un giorno da pecora" su Rai Radio Uno, ribatte che se il movimento andrà al governo cambierà la legge Lorenzin: "Faremo una legge sulla raccomandazione dei vaccini, noi siamo a favore della raccomandazione. Obbligo? Noi lo intendiamo come era prima del decreto Lorenzin".

     

     

Secondo le conclusioni della Commissione regionale europea di verifica per l'eliminazione del morbillo e della rosolia, mentre noi ancora ci ammaliamo e moriamo di morbillo, 33 paesi su 53 della regione europea hanno finalmente debellato la malattia. E lo hanno fatto vaccinandosi. Il 62 per cento di questi ha raggiunto infatti “l’interruzione della trasmissione endemica del morbillo per almeno 36 mesi”. In altri 7 la trasmissione endemica è stata interrotta per almeno 24 mesi, e in due paesi per 12 mesi. In altri nove, Italia inclusa, il morbillo rimane endemico”.

 

Sempre secondo i dati Oms, la differenza fra noi e gli altri paesi sta nella percentuale di bambini vaccinati. In Germania addirittura il 97 per cento dei bambini di un anno nel 2016 aveva ricevuto la prima dose di vaccino, contro l’85 per cento dei bambini italiani. Secondo Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, "il morbillo sta tornando a minacciare la salute e la vita dei nostri bambini". Nel mondo secondo l'organizzazione dell'Onu il virus "uccide ogni anno circa 132mila bambini: 15 all'ora, ogni ora di ogni giorno dell'anno".

  

"Se la copertura vaccinale continua a calare - spiega Ricciardi al Foglio - c'è il rischio di un ritorno ancora più grave di una malattia che nella sua storia ha fatto milioni di morti, migliaia solo nel recente passato e che si sarebbe potuta evitare con un semplice vaccino gratuito, che oggi si può fare a qualsiasi età. Il morbillo, ricordiamolo, non è un banale raffreddore ed è ancora più pericoloso se contratto in età adulta o anziana".

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