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Preghiera

Black lives matter a Ferrara

La ricerca di una camera d'albergo, e di un ristorante, si trasforma in una scelta politicamente impegnata. E difficile

31 Luglio 2020 alle 06:00

Black lives matter

Black lives matter (La Presse)

Dovendo dormire a Ferrara cerco una camera in via delle Vigne e la trovo su Airbnb, multinazionale invasionista ma fa lo stesso, ho fretta e via delle Vigne è una delle vie più belle di Ferrara e del mondo, solo che mentre prenoto spunta un loro annuncio a favore di Black lives matter, gli attivisti antibianchi: stavolta è troppo, io sono di carnagione abbastanza chiara, non volendo finanziare la mia discriminazione lascio perdere e cercando meglio trovo la stessa camera su un altro sito.

 

Dovendo mangiare a Ferrara, ed essendo chiuso il Cà d’Frara, mio ristorante ferrarese preferito, penso di prenotare in un locale che non nomino perché la libertà di espressione non sta evaporando solo a Hong Kong. Quando sto per chiamare noto sullo schermino la scritta “LGBTQ friendly”.

 

Che caspita significa? Non esiste ristorante italiano che rifiuti un tavolo a due uomini o a due donne: dunque, in concreto, di cosa si tratta? Forse nei ristoranti così contrassegnati se due uomini o due donne si baciano i camerieri si mettono ad applaudire? Siccome in pubblico non bacio nemmeno persone dell’altro sesso, prenoto altrove. Catechisti della dissoluzione, non mi avrete.

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Commenti all'articolo

  • cesare battisti

    31 Luglio 2020 - 16:19

    Già sono tristi i ristoranti normali, ormai frequentati quasi esclusivamente da coppiette sterili, tristi, in religiosa contemplazione del menu. Dove sono quelle allegre e casiniste tavolate con bambini di una volta?

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