cerca

Ben venga la Divina Commedia usata a fini politici

Solo Dante può commentare adeguatamente la notizia del ricorso di Amnesty International e Human Rights Watch contro l’Italia, presunta corresponsabile delle violenze subite in Libia da alcuni africani

19 Novembre 2019 alle 06:00

Ben venga la Divina Commedia usata a fini politici

(Foto LaPresse)

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!”. Solo Dante può commentare adeguatamente la notizia del ricorso di Amnesty International e Human Rights Watch contro l’Italia, corresponsabile, secondo le suddette organizzazioni antinazionali, delle violenze subite in Libia da alcuni africani non prontamente accolti in Sicilia. La nuova edizione Einaudi del Purgatorio è arricchita da un nuovo commento: il dantista Saverio Bellomo, chiosando il sesto canto, ricorda che in quegli anni il patriottico poeta vedeva l’Italia serva “perché priva dell’imperatore che assicura la libertà”. Il bel paese sette secoli dopo è di nuovo “sanza nocchiere”, dunque bordello senza porte e senza frontiere. E Dante è di nuovo attuale non solo dal punto di vista formale (l’edonismo delle terzine contro la miseria del verso libero…) ma pure da quello politico. Che la Divina Commedia sia dunque usata a fini politici, perfino strumentalizzata: il poema è molto politico, l’autore era molto politico, entrambi non aspettano altro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    19 Novembre 2019 - 15:16

    Si salvi chi può! Siamo in piena dittatura giudiziaria!

    Report

    Rispondi

Servizi