L'animalier è una moda tristissima

Camillo Langone

Il maculato aveva un senso al tempo della caccia grossa, quand’era pelliccia vera, mentre al tempo delle polpette di quinoa è solo tessuto stampato, insulsa citazione

Da tutte le vetrine e da tutti gli schermi mi aggredisce il leopardato, il maculato, il cosiddetto animalier. Una moda tristissima. Sia perché puzza di naftalina (rispunta periodicamente dagli armadi) sia perché sempre più kitsch: il maculato aveva un senso al tempo della caccia grossa, quand’era pelliccia vera, mentre al tempo delle polpette di quinoa è solo tessuto stampato, insulsa citazione. Oppure no, oppure mi sbaglio. Magari la donna a macchie nasconde, nella giungla della sua psiche, una nostalgia di selvaggeria. E forse la ragazza-felino aspira al brutale uomo-leone. Che però nel frattempo si è estinto e allora ciò che spunta da ogni vetrina e da ogni schermo è comunque vano, oltre che finto, e serve soltanto a chi lo vende. L’anno prossimo, a chi l’ha comprato, servirà a spolverare le mensole.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).