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Pensioni, Zangrillo annuncia modifiche: "Evitiamo la fuga da ospedali e uffici"

Il ministro della Pubblica amministrazione difende la Manovra dalle critiche di sindacati e magistrati contabili, ma conferma che sulle pensioni vi saranno emendamenti

"Stiamo lavorando a eventuali correttivi" alla ManovraIl ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, in un'intervista a Repubblica, conferma che sono attese modifiche al testo della legge di Bilancio perchè, spiega, "non vogliamo che, sopratutto nel settore sanitario, queste norme diventino un incentivo per accelerare le uscite". E prendendo le difese della Manovra in risposta alle critiche dei sindacati, il ministro afferma che non è in corso nessuna "operazione di cassa", ma spiega: "C'è una norma che fa riferimento ad alcune categorie di dipendenti degli enti territoriali che godono di meccanismi di rivalutazione più vantaggiosi. è un tema che stiamo approfondendo con Mef e Inps. Le possibili soluzioni verranno proposte quando la manovra sarà in Parlamento". 

Sugli effetti distorsivi che il taglio del cuneo fiscale e gli aumenti contrattuali potrebbero avere sulla busta paga di molti dipendenti, Zangrillo dice: "La legge di Bilancio ha stanziato risorse ingenti per i rinnovi 2022-2024, 7,3 miliardi includendo anche la sanità, che è gestita dalle Regioni. A regime, nel 2025, gli aumenti contrattuali saranno di circa il 6 per cento, tra i 180 e i 190 euro medi mensili. La manovra - continua - conferma anche il taglio contributivo, per il quale abbiamo cercato di avere riguardo per le fasce più deboli della popolazione, con redditi fino a 35 mila euro". Ma per chi supera questa soglia, il ministro risonosce che "si potrebbero verificare effetti che in qualche modo riducono i benefici" per cui occorre "avere le idee chiare su questo fenomeno".

Sulle risorse per i rinnovi contrattuali, il ministro risponde così alle accuse di aver riservato un trattamento preferenziale nei confronti dei sindacati militari: "Non c'è nessuna prelazione. Il nostro obiettivo è quello di avviare, all’inizio dell’anno prossimo, le trattative per i rinnovi contrattuali 2022-2024 per tutti" in particolare per "quei comparti oggi più esposti come sicurezza e difesa, sanità ed enti locali“, spiega Zangrillo.

Rispetto alle 170mila assunzioni annunciate a inizio anno, il ministro si dice fiducioso: "Nel 2023 le supereremo, grazie all’intervento sulla digitalizzazione delle procedure concorsuali" e annuncia che sarebbero in programma "le assunzioni di 13.518 unità delle forze armate, 6.476 per amministrazioni varie e 245 segretari comunali" e "un concorso per 6.428 insegnanti di religione cattolica e 14.438 docenti”. Sulle critiche mosse dalla Corte dei Conti rispetto alla carenza nella Pa di oltre 65 mila figure specializzate quale ostacolo alla realizzazione del Pnrr, Zangrillo rassicura: "Stiamo lavorando per diventare più attrattivi verso i profili che ci servono" e aggiunge, "abbiamo un budget di 30 milioni l'anno da qui al 2026 per assumere profili tecnici nelle amministrazioni territoriali, e una serie di musire per favorire l'inserimento dei segretari comunali".