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Una legislatura in modalità wrestling

Renzi vuole uscire dalla maggioranza, ma non troppo. Il Pd vuole sbarazzarsi di Renzi, ma non troppo. La battaglia tra le anime del Bisconte è come una lotta simulata ma un governo che governa solo se non governa è un guaio che meriterà di essere affrontato

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

18 Febbraio 2020 alle 06:00

Una legislatura in modalità wrestling

foto LaPresse

Crisi o non crisi, scazzo o non scazzo, rottura o non rottura, il problema in fondo è tutto lì: può esistere oppure no un punto di incontro tra la volontà del Pd di togliersi Renzi dalle scatole, senza far cadere il governo, e la volontà di Renzi di togliersi dalle scatole, senza far cadere il governo? La giornata di ieri è stata monopolizzata da una dichiarazione forte dell’ex presidente del Consiglio – “se prenderà vita un Conte ter noi saremo...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    18 Febbraio 2020 - 18:15

    Al direttore - A Napoli, maestri di sintesi, direbbero: "Facite ammuina" Shakespeare: "Much ado about nothing" .

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  • giuseppezavaroni

    18 Febbraio 2020 - 12:19

    Qualunque osservatore obiettivo e ragionevole l'aveva previsto fino da agosto. Il presidente della Repubblica ha colpevolmente avallato una penosa manovra di palazzo fingendo di credere che i gialli e i rossi avessero un accordo di massima su alcuni importanti provvedimenti legislativi. E, mentre i giornaloni sollevavano qualche dubbio di facciata, strizzando al contempo l'occhio ai nuovi partigiani antisalviniani, questo giornalino che usurpa la testata del glorioso Foglio di Ferrara, ha cominciato a fiancheggiare quella vescica piena d'aria installata a Palazzo Chigi e a propinarci ogni scemenza possibile per giustificare la presa del potere antidemocratica e aggredire un avversario (non era Ferrara quello che un tempo si beava del ricorso continuo all'espressione "character assassination"?) votato dagli elettori, mettendoci in guardia dal pericolo di far votare un popolo di imbecilli, col rischio di interrompere l'azione di un governo promettente. Di che si lamenta il direttore?

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  • Andrew

    Andrew

    18 Febbraio 2020 - 10:47

    Si spacciano i belletti per grande riforma del sistema, è tutto ciò di cui sentiamo dire dalle parti di un esecutivo che si accapiglia, minaccia trappole e tenta quotidianamente di sventare la crisi che toglie il sonno a Conte e alla compagnia cantante. Nulla più sulla revisione della spesa, sul taglio degli enti inutili, sull’applicazione seria dell’autocertificazione che stroncherebbe la burocrazia, sullo shock per stimolare consumi e investimenti, su una pace fiscale duratura per risanare la guerra fra cittadini e amministrazione. Nulla sulla spesa assistenziale che serve ai voti ma non all’economia, nulla sul credito agevolato all’idea, nulla sulla ricerca e il sostegno forte alla tecnologia, nulla sul sud perché il piano presentato è solo un libro dei sogni imbellettato e riciclato come le tesi di laurea di qualcuno. Ecco perché dico che mentre il governo gioca all’avanspettacolo e a resistere solo per impedire nuove elezioni, il Paese sprofonda e la gente è furibonda.

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  • Giovanni Attinà

    18 Febbraio 2020 - 10:04

    Invece di pensare di polemizzare i partiti e i movimenti che fanno parte dell'attuale governo dovrebbero iniziare a governare. Siamo alle solite: ognuno coltiva il proprio orticello e poi si riempie la bocca di dichiarazioni che sono all' opposto di quanto dichiarato. Se vogliamo essere seri bisogna smetterla di polemizzare. Vale in primis per Renzi, ma anche per Bettini, per Cromo e Bonafede.Quanto alla fantapolitica dei due Matteo è la solita bufala dell'affollato mondo dell'informazione politica.

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