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Sanremo come la nuova Emilia-Romagna

Da “Tolo Tolo” al Festival. L’incantesimo salviniano non funziona più e lo schema del leader difensore del popolo è entrato in una fase Mario Adinolfi. Che cosa succede quando un nazionalpopulista si ritrova come nemici i fenomeni nazionalpopolari

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

7 Febbraio 2020 alle 06:14

Sanremo come la nuova Emilia-Romagna

Matteo Salvini (foto LaPresse)

E se Sanremo fosse la nuova Emilia-Romagna? Quando un politico fissa l’asticella del proprio successo a un livello troppo alto, quando un politico costruisce la sua narrazione promettendo di conquistare presto la Bastiglia, quando un politico afferma ogni giorno di essere pronto da un momento all’altro a marciare su Roma, quando un politico costruisce la sua leadership mosso dalla convinzione di poter mettere nel giro di poco tempo le mani sui pieni poteri del proprio paese, arriva un certo momento...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • Andrew

    Andrew

    07 Febbraio 2020 - 20:27

    Ma quant’è fresca l’aria che, secondo alcuni soloni, le Sardine avrebbero soffiato su una sinistra asfittica e rinsecchita? Il mistero non è per niente fitto. Perché l’aria prodotta dalle Sardine non è assolutamente nuova, ma è quella che da sempre la sinistra tira fuori quando si trova in difficoltà e cerca di reagire per tentare di sopravvivere. È l’aria della criminalizzazione politica, morale ed umana del nemico del momento bollato come un pericoloso eversore della democrazia. Questa aria è stata gettata contro De Gasperi, Tambroni, Segni, Leone, Cossiga, Craxi, Berlusconi ed è stata riesumata per colpire oggi il tanto temuto Matteo Salvini. Non è l’aria ad essere fresca, allora. Sono i soloni che la considerano tale a risultare fresconi!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    07 Febbraio 2020 - 14:05

    Al direttore - Arrampicarsi sugli specchi. Coincide con una interpretazione a senso unico del risultato dell'Emilia Romagna, del film di Zalone , di Sanremo e nel proiettare nella realtà un'ossessione. Si dirà: è la politica, bellezza! Precisiamo, il solo modo di fare politica che riusciamo ad esprimere. Una lotta divisiva, faroce, inconcludente, tra fazioni. Va bene così? Perpetuiamo il metodo? Anzi arruoliamo truppe fresche, le sardine? Dio ce la mandi buona.

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  • Giovanni Attinà

    07 Febbraio 2020 - 13:52

    Diciamo la verità: il festival di Sanremo, per il quale da anni sono molto critico, oltre che l'epidemia del coronavirus in Cina,i sta facendo passare per gli spazi enormi del mondo dell'informazione, in secondo piano le vicende politiche italiche. Nel frattempo si spera nella cosiddetta verifica per avviare il rilancio economico indispensabile per l'Italia. L'attuale maggioranza del governo giallorosso si dovrebbe dare una mossa in tale direzione e non cullarsi dell'esito dell'Emilia Romagna.

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  • Andrew

    Andrew

    07 Febbraio 2020 - 13:21

    Cari sigg.ri Cerasa e Ferrara, vi siete ridotti a fare la guerra oltre che a Salvini, a Trump anche ad uno dei pochi VERI liberali come Nicola Porro che sul suo blog vi ha demolito con quattro parole. Una volta questo giornale "Il Foglio" era uno dei miei preferiti, (quando era uno dei pochissimi "liberali" di CDX), ora vi siete appiattiti su Giuseppi! Auguri.

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