Bruxelles guarda Sanremo

Saverio Raimondo

Dopo la lite tra Tiziano Ferro e Fiorello, non resta che affidare il Festival a una figura di garanzia: Bruno Vespa

Ci siamo: stasera c’è la finale del Festival di Sanremo – che da scaletta, dopo la durata monstre delle altre serate, si calcola finirà entro le 23.30. Di lunedì. Del resto, questo Festival non potrebbe andare oltre: lo strappo Fiorello-Tiziano Ferro è irricucibile, nonostante le mediazione di Amadeus. “Tiziano non ha i numeri, se mi vogliono cacciare lo dicano” tuona Fiorello, che ora minaccia di dare l’appoggio esterno al Festival se non di staccare la spina a poche ore dalla fine. Amadeus ostenta tranquillità: “Basta litigi e rinvii, stasera votiamo il vincitore”. Zingaretti in direzione Pd: “Il Festival deve ripartire, dobbiamo dare una classifica definitiva al paese”. Ma ormai all’Ariston è il tutti contro tutti; anzi: tutti che accusano tutti di bullismo. Non solo Fiorello contro Tiziano Ferro (“Mi ha scatenato contro l’odio”), ma anche Francesca Sofia Novello che accusa le donne (“Mi hanno bullizzato”). Al che le femministe, basite, si sono rivoltate contro la Novello; e Amadeus ne ha subito approfittato: “Visto? E’ meglio se se ne sta un passo indietro, è solo bellissima!”.

 

Proprio ieri la Meloni ha dichiarato: “In Italia non c’è nessuna emergenza odio”; in Italia non so, ma a Sanremo sicuramente sì. Tanto che ora la ministra Lamorgese pensa a leggi speciali per la Rete da estendere anche al Festival. Tutta colpa di Benigni: l’altra sera con Il Cantico dei Cantici ha frantumato i coglioni a tutti, e ormai a Sanremo c’hanno i nervi, se la prendono per qualunque cosa.

 

Se Amadeus riesce ad arrivare a stanotte, spetta al suo Festival nominare il successore di Mahmood. Ma se dovesse cadere in queste ore, la Rai ha già fatto sapere che non ci sono alternative al televoto. L’Europa guarda con apprensione al vincitore di stasera (rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest, e Bruxelles fa il tifo per Tosca come argine all’avanzamento del fronte sovranista Pavone-Gabbani); ma in futuro sperano in Festival più stabili, magari presentati da una figura di garanzia come Bruno Vespa.

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