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Un popolo che pensa, un popolo che sente

Lasciamo stare il cuore immacolato di Maria, che in Emilia non vota, ma qualcuno è in grado di spiegare perché un politico virtuale sconfitto anche da sé stesso dovrebbe prendere i pieni poteri a Bologna la dotta, la grassa e la rossa? Guida anti sortilegio

22 Gennaio 2020 alle 06:16

Un popolo che pensa, un popolo che sente

Salvini a Maranello con la candidata Borgonzoni (foto LaPresse)

Ho letto che il popolo non pensa, sente. Su questa base a vincere in Emilia sarà Salvini. Ne deduco che se una regione italiana va benone, e più che benone, si cambia il presidente e se ne affida la guida a una persona meno esperta e sperimentata, che il suo stesso leader mette in ombra in favore di un referendum su “monarchia o repubblica”. Sanità, trasporti, servizi al cittadino, cultura, urbanistica, formazione, export: volete un re o un presidente? A...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

Leggi il curriculum dell'Elefantino scritto dall'Elefantino

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Commenti all'articolo

  • giuseppezavaroni

    22 Gennaio 2020 - 16:19

    L'Emilia-Romagna non è solo Bologna: punto primo. Gli abusi che i comunisti e i loro eredi hanno compiuto ai danni dei loro stessi elettori per settant'anni, tronfi dei ripetuti successi elettorali, invece che grati per la fiducia data loro e rinnovata dai cittadini, spiegano molto bene perché rischiano, loro si vittime di se stessi, di perdere il potere: punto secondo. Salvini non è affatto peggio di Zingaretti, Conte, Di maio, Mario Monti, Enrico Letta e neanche del Renzie, che avete comicamente spacciato per grande statista da tre anni in qua: punto terzo. La Borgonzoni non è certo più inetta di una Serracchiani, di una Mercedes Bresso, di una Appendino o altre simili ammnistratrici verso le quali non avete mai non diciamo tuonato scandalizzati ma neppure alzato il sopracciglio: punto quarto. Se ci fosse ancora l'Elefantino, quello vero, ve le suonerebbe di brutto. Nostalgia canaglia!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Gennaio 2020 - 16:06

    "Noi siamo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo, perché siam divisi" Solo retorica spicciola?

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  • vittoriocolellaalbino

    22 Gennaio 2020 - 15:16

    Questa storia dei "pieni poteri" è veramente venuta a noia. Il centro-destra (e non il solo Salvini) governa da anni (e bene) in molte importanti regioni e continuare a gridare "al lupo" e indicare Salvini come il "Truce" vi pone sullo stesso piano di un marcotravaglio qualsiasi che non nomina neanche Berlusconi. Quello che un po' sprezzantemente definisce il "popolo" pensa benissimo; e continuerò ad affermarlo anche se non dovesse vincere la Borgonzoni; al contrario di chi, come purtroppo molti anche al Foglio, reputa che il popolo pensi solo quando la pensa come loro. Cordialità

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  • Carletto48

    22 Gennaio 2020 - 15:16

    Sono un paio d'anni che compro il Foglio solo al sabato dove trovo articoli di approfondimento, di arte e di cultura veramente stupendi. La campagna mediatica contro il popolo che tiene alla propria patria da parte dei due direttori è veramente nauseante. E proprio sull'ultimo numero del sabato è apparso uno scritto dell'immenso Scruton dove il filosofo e saggista spiegava come si è andati da una civiltà tradizionale ad una non-civiltà fondata sul nulla sessantottino e coccolata da prezzolati intellettuali ed arrivati alle sardine odierne. Forse i 2 direttori non ci hanno fatto caso ma per loro questo scritto è un notevole autogol.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      23 Gennaio 2020 - 08:47

      Non lo chiamerei affatto autogol: lo hanno pubblicato sul Foglio Il saggio di Scruton, no? Di Sabato, il più letto. Il Foglio è una meraviglia senza uguali nel mondo dell'Editoria, una casa, una vera famiglia fatta di civiltà e di ragionamento di conversazione e di critica costruttiva. La linea editoriale è: buona volontà, onestà intellettuale, ricerca della verità, rispetto per i lettori. Liberà di espressione. È il Made in Italy più bello che conosco, specialmente visti i tempi. L'Elefante ha evidentemente deciso cocciutissimamente di inseguire a traino fino alla fine la scia dei club socialisteggianti della New York dei Dem, e il suo mi ricorda il cuore indurito del biblico Faraone d'Egitto, che non avrebbe voluto piagare il suo popolo, ma fini per farlo, mal consigliato e intestardito. Ma, tornando al Foglio: il debito di gratitudine all'Elefante per averlo fondato è per lo meno pari all'immensa delusione per la sua isarticolata scomposta e vaneggiante sua tesi sul Presidente USA.

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