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Le dimissioni di Di Maio

Il ministro ha deciso di mollare la guida del M5s. Oggi le comunicazioni. Le conseguenze dell’alleanza con il Pd

21 Gennaio 2020 alle 21:00

Le dimissioni di Di Maio

Luigi Di Maio (LaPresse)

Roma. Luigi Di Maio riceverà stamattina a Palazzo Chigi la delegazione dei ministri 5 stelle. Si tratta di una riunione convocata da almeno una settimana, ma che negli ultimi giorni, tra telefonate, indizi e speculazioni ha convinto lo stato maggiore del M5s del fatto che Di Maio abbia deciso di comunicare oggi le dimissioni dalla guida del Movimento. Dunque alla vigilia delle elezioni in Emilia e nel giorno in cui è prevista la presentazione a Roma dei nuovi segretari regionali, conclusione di quel “processo di riorganizzazione” cui Di Maio ha lavorato per mesi.

 

Come anticipato dal Foglio il 7 gennaio, Di Maio aveva deciso da tempo di dimettersi. Indebolito, esautorato, circondato da un’operazione politica a sinistra (Conte), e da una fronda a destra (Di Battista), avvolto dalle malignità di una corte di mezzi leader che non nascondono più vanità e ambizioni (Morra, Taverna, Fico, Toninelli), Di Maio si era lasciato andare a più di un gesto di stizza: “Mi dimetto e vediamo come se la cavano”. Il momento è arrivato. Gli succederà, pro tempore, Vito Crimi. Il governo rossogiallo doveva distruggere il Pd, ma ha disintegrato il M5s.

Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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  • Andrew

    Andrew

    22 Gennaio 2020 - 13:59

    Le dimissioni di Di Maio sembrano un programma televisivo, precisamente La Corrida: dilettanti allo sbaraglio. Il capo politico dei 5 stelle, grande accumulatore di cariche decide di fare un passo indietro ancor prima del voto di domenica, certificando che la coalizione di governo è allo sbando. Giuseppi Conte ne prenda atto e segua l’esempio.

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  • luigi.desa

    22 Gennaio 2020 - 12:14

    Lo scugnizzo campano è furbo a fronte del M5s morente lascia il compito delle esequie ad altri mentre lui si mescolerà alla folla gaudente .

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  • kriszt49

    22 Gennaio 2020 - 12:13

    Di Luigi Di Maio si può dire di tutto, ma una cosa è certa, quella di non essersi mai piegato a Grillo. Di Maio non avrebbe mai voluto e non ha mai digerito l'alleanza con il PD, motivo per cui preferisce andarsene, anzi, deve andarsene. Nel mondo delle Stelle, il vero casino inizia adesso. Auguri! kriszt49

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  • ar1ar50

    22 Gennaio 2020 - 10:07

    se è vero, e dico se, propongo che il 22 Gennaio diventi Festa Nazionale. Roba tipo 25 Aprile.

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