Occhionero con Renzi

David Allegranti

La compagna di banco di Bersani ci spiega perché lascia Leu per Italia viva: “E’ un progetto che guarda al futuro”

Roma. La deputata Giuseppina Occhionero, compagna di banco di Bersani in Aula, lascia Leu e aderisce a Italia viva. “Ho seguito i lavori della Leopolda, mi è piaciuto il progetto, è valido e guarda al futuro”, dice Occhionero al Foglio. “Un progetto coerente con la mia idea di fare politica e che permette di valorizzare il mio territorio, il Molise. Mi convince quindi il progetto ma anche la squadra: giovane, dinamica, vivace, brillante”. Inoltre, dice Occhionero, “mi ha convinto la valorizzazione fattiva, non solo delegata alle parole, delle donne. Teresa Bellanova è un valido esempio di valorizzazione della donna, una persona che ha saputo riscattarsi da tante difficoltà e rappresenta un esempio per tante che vorrebbero impegnarsi attivamente; Bellanova è l’esempio che nella vita se ci credi lo puoi fare, perché i sacrifici pagano sempre”. Inoltre, dice la deputata, “mi è piaciuta la scelta di Maria Elena Boschi come capogruppo. Una donna giovane che riveste un ruolo di guida in Italia viva. Questa leadership femminile mi piace e mi fa pensare che ci sia uno spazio di maggior agibilità in un progetto che sa apprezzare il valore delle donne”. Leu dunque non le valorizza a sufficienza? “Non voglio dire questo, ma Boschi è donna, Federico Fornaro (capogruppo Leu alla Camera) è uomo. Eppoi Fornaro sarà un bell’uomo, ma la bellezza della Boschi non ha eguali”. Occhionero spera di coinvolgere anche sindaci e amministratori molisani, “tutti coloro insomma che non fanno politica dentro i palazzi”. Spera di costruire in Molise una “rete di amministratori che abbiano voglia di impegnarsi, d’altronde chi meglio di un amministratore conosce il territorio?”, dice Occhionero che prima di essere eletta in Parlamento ha fatto l’assessore alla Cultura e al Turismo a Campomarino, in provincia di Campobasso.

 

Insomma, spiega Occhionero, fresca di adesione a Italia Viva, “voglio portare i miei ideali di sinistra, che preservo, in una forza che sa guardare al centro, che non guardi al passato ma il più possibile al futuro”. Determinante, spiega Occhionero, “è l’impegno che Renzi ha preso di valorizzare, attraverso me, il mio Molise. Il mio unico obiettivo è impegnarmi per fare bene alla mia regione”. E ai vecchi compagni di Leu cosa dice? “Ho lavorato bene con loro e facciamo parte della stessa maggioranza, continuerò a confrontarmi con loro sulle tematiche a me vicine. Ho un rapporto splendido con ognuno di loro, quindi continueremo a collaborare sui temi sui quali c’è sinergia e che ci accomunano”.

 

Ma perché non realizzarle con Leu le cose di parla? “Il problema è che Leu non si è trasformato in un soggetto politico e avendo più correnti al suo interno è difficile raggiungere certi obiettivi. Se fosse diventato un partito ci sarei stata benissimo”. Insomma, “Leu è apparso come una serie di appuntamenti rinviati e non ha avuto la forza di imprimere una prospettiva futura. Non è riuscito a cogliere l’urgenza di definire un campo largo e l’offerta politica di Italia Viva sembra cogliere di più tale prospettiva”.

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  • David Allegranti
  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.