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Opinioni su un calendario

Votare o non votare, dilemma politico secco con molte (troppe?) implicazioni. Ma con un obiettivo chiaro: disinnescare il sovranismo-populismo. Un po’ di idee

13 Agosto 2019 alle 08:59

Incarico a Salvini

E’ la settimana in cui tutti si sbizzariscono con proposte di uscita dalla (o entrata nella) crisi di governo. In questo tripudio di fantasia e coloriti sviluppi in cui, da un giorno all’altro, gli amici diventano nemici, gli alleati diventano avversari, i moderati diventano radicali e gli scemi restano scemi, ho deciso di fare anche io la mia modesta proposta per risolvere la crisi di governo. Sono andato indietro con la memoria, ai miei 15 anni. Era il 1976 e il sistema politico italiano generò una delle sue tante simpatiche innovazioni: il governo della non-sfiducia, o delle astensioni. Andreotti formò un monocolore democristiano. La fiducia la votarono solo i democristiani. Tutti gli altri (incluso, e questa era la novità, l’allora possente Pci) si astennero.

 

Perché non fare lo stesso? Mattarella dia l’incarico a Salvini, chiaro vincitore delle elezioni europee, nuovo grande capataz del popolo italiano, affossatore di barconi, prepensionatore di eroici lavoratori stanchi e padre dei draghi. Merita chiaramente l’incarico. Ma come si fa a votare Salvini, direte voi? Questo è il bello. Come Berlinguer non dovette votare Andreotti per farlo governare, così né Zingaretti né Di Maio né gli scherani di Berlusconi dovranno votare il Truce. Basta astenersi et voilà, il governo Salvini è nato, senza colpo ferire. Cosa dovrà fare il governo Salvini? Una cosa sola: la legge di Bilancio. Ossia, i famosi 18 miliardi di privatizzazioni, i 23 miliardi di maggiori entrate o minori spese per scongiurare l’aumento dell’Iva e tutte quelle altre simpatiche e piacevoli misure che, curiosamente e inspiegabilmente, il governo in cui Salvini ha ricoperto un ruolo centrale ha finora rinviato.

 

Fatta la legge di bilancio e finalmente avuta contezza di quello che Salvini è in grado di fare quando si trova di fronte a problemi concreti, si può tornare a votare. Scongiureremmo perfino il voto in autunno, che non siamo abituati visto che votiamo sempre nel tardo inverno o a inizio primavera. Potremo recarci alle urne tonici e rifocillati, invece che ancora storditi dalle vacanze estive e dalla ripresa delle scuole. Come dite? Perché Salvini dovrebbe accettare un incarico che ne svelerebbe l’inconsistenza e l’incapacità? Questa è la parte più divertente. Perché se lo rifiutasse svelerebbe lo stesso la sua inconsistenza e incapacità. Ci pensi, Presidente Mattarella. E’ una soluzione audace, ma questi sono tempi eccezionali.

 

Sandro Brusco

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