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E’ l’ora di mollare il sovranismo

Perché la crisi impone alla destra una via per essere alternativa a Salvini

11 Agosto 2019 alle 06:06

E’ l’ora di mollare il sovranismo

Foto LaPresse

Quale sarà il passo della crisi non è dato sapere, ma tra le incognite che ancora ci separano dal voto ce n’è almeno una che sarebbe meglio scomparisse il prima possibile: quella che riguarda il fu centrodestra, congedatosi dinanzi alle telecamere il 12 aprile 2018. E’ in quella circostanza, infatti, all’uscita dal Quirinale, con i corazzieri sullo sfondo, che Berlusconi provò un’ultima volta a dettare le condizioni all’alleato leghista, che lo aveva già sopravanzato alle elezioni. Il Cavaliere ruba la scena a Salvini, scrissero i giornali, e invece dalla scena stava uscendo un vecchio schema di centrodestra. Perché lo storico leader che gesticola accanto al Truce è già allora costretto a una performance muta. L’enfasi teatrale era solo lo smalto brillante che nascondeva il ribaltamento reale dei rapporti di forza. E un anno e più trascorso a ripetere che il centrodestra avrebbe volentieri accolto a braccia aperte il figliol prodigo, se solo avesse smesso di frequentare le cattive compagnie grilline, ha solo ampliato ulteriormente le distanze, e tolto a Forza Italia voti, e qualunque strategia che non fosse un’attesa impotente.

 

E invece, se la Lega si mette indosso il suo abito sovranista e nazionalista, può anche darsi che faccia il pieno, ma lascia comunque spazio a una destra non truce: moderata il giusto, liberale il giusto, riformista il giusto, laica il giusto, europeista il giusto. Una destra cosiffatta non può accompagnarsi a Salvini. Non può fare la campagna elettorale promettendo che o si fa come dico io o l’Europa si arrangi, non può scrivere una Finanziaria in deficit gonfiando la spesa pubblica, non può benedire quota 100, non può cercare tra i migranti che sbarcano i capri espiatori da sacrificare in cerca di consenso. Anche se Salvini dovesse gettargli in pasto qualche boccone più gradito, tipo la separazione delle carriere dei magistrati, o l’araba fenice della flat tax. Una destra così non si immola per mettersi al sicuro sui pochi scranni che (forse, chissà) le sarebbero concessi, e non dà i pieni poteri a Salvini, che il capo leghista chiede a gran voce anche se non esistono in Costituzione. Soprattutto, una destra non truce non spinge il paese sull’ottovolante di un futuro malmostoso e arrischiato, sempre più lontano dalle coordinate di una democrazia liberale.

Redazione

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  • anna.maria.loi

    11 Agosto 2019 - 13:56

    E' ora che il cavaliere scenda dal cavallo.

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  • carlo.trinchi

    11 Agosto 2019 - 11:31

    Ma di quale destra parlate. È quasi un anno che Salvini è al governo e state ancora parlando di destra alternativa alla destra? Berlusconi si è eclissato e dopo mesi esce con la casa Italia, aria fritta, manda avanti la Carfagna, che dio ci aiuti, ed ora che il giocattolo si è rotto si cerca tra i cocci una destra alternativa? Suvvia siate seri perché il popolo con questo procedere va veramente a destra che più destra non si può. Nel mentre assistiamo al redivivo Renzi che, con una legge grillina, vuole dimezzare i parlamentari in quattro minuti. Lui che ci ha fatto fare un referendum per abolire il cnel. Vergogna. Se queste sono le premesse Salvini può pure mettersi ad attendere e vedere che minchia di governo faranno. E non dite che la finanziaria Salvini non la vuole fare perché se si va al voto ad ottobre e vince questa sarà sua. Non fate gli ipocriti. Solo che non sapete più a che santo rivolgervi visto che i santi che avete sono dei morti in vacanza. Sveglia.

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