cerca

Di Maio ne ha detta una giusta!

Dice che lo stato non deve intervenire. Bene, se lo ricordi per Alitalia & Co.

7 Giugno 2019 alle 06:10

Di Maio ne ha detto una giusta!

Foto LaPresse

“Questa vicenda dimostra che quando la politica cerca di intervenire nelle questioni economiche non sempre fa bene. Se la Fca ha ritirato la proposta evidentemente non ha visto una convenienza”. Dopo aver dormito per l’intera settimana sulle trattative tra Fiat Chrysler Automobiles e Renault, ieri interrotte dal Lingotto, il ministro dello Sviluppo economico nonché capo politico del M5s Luigi Di Maio si è improvvisamente risvegliato nei panni di Adam Smith. Con affermazioni che rappresentano la quintessenza dell’ovvio: certo che a Fca non conveniva andare avanti, lo ha messo pure per iscritto attaccando con toni inusuali per John Elkann “la mancanza in Francia di condizioni politiche”. Ma è il preambolo ultraliberista a rivelare che Di Maio è in realtà uno dei mutanti della Marvel: probabilmente Stryfe, clone dell’X-Man Cable. Un’ipotesi già circolata dopo la prima mutazione testimoniata dalla biografia: da 19 a 26 anni giornalista pubblicista, webmaster, tecnico informatico, assistente alla regia, agente di commercio, steward allo stadio San Paolo, manovale nell’azienda di famiglia; finché si muta in vicepresidente della Camera e successivamente in capo di partito, ministro e vicepremier di un governo del G7.

   

In questa posizione teorizza e attua le maggiori (e peggiori) ingerenze politiche nell’economia mai viste da decenni: dal tentativo di ristatalizzare l’Alitalia al decreto dignità, dal blocco della Tav e di altre decine di infrastrutture all’ecobonus alle accuse agli imprenditori di essere “prenditori”. Dalla proposta di chiudere tutti i negozi la domenica al definitivo monumento a se stesso celebrato dal balcone di Palazzo Chigi, il reddito di cittadinanza. E d’altra parte a livello europeo ha cercato prima di apparentarsi con il gruppo liberale, quello di Emmanuel Macron, poi con i gilet gialli. Il capo di un partito che per un breve ma letale periodo è stato il più votato d’Italia è in realtà un organismo alla stato liquido o gassoso. Forse un avatar. La mutazione attuale spiega perché i dossier irrisolti sui suoi tavoli ministeriali abbiano raggiunto il record di 158 per 242 mila persone che rischiano il lavoro: “La politica non cerchi di intervenire nell’economia”. Si fatica troppo.

Redazione

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi