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La fusione è fredda, viva la Fca

Il caso Renault dimostra che il sovranismo è sempre un pericolo per il business

La difesa “politica” dietro lo stop all’accordo Fiat-Renault: il muscolare protezionismo francese e la “virtuosa” assenza italiana. Crollo di Renault in Borsa

6 Giugno 2019 alle 20:57

Il caso Renault dimostra che il sovranismo è sempre un pericolo per il business

Foto LaPresse

Roma. Lo stallo negoziale tra Fca e Renault porta con sé un curioso scambio di ruoli, tra una Francia consapevolmente sovranista e un’Italia imprevedibilmente, e forse inconsapevolmente, liberista. La rottura tra i carmaker ha spinto i due governi l’uno a mostrare i denti, l’altro a fare spallucce. Attribuendo lo stop alle “condizioni politiche” d’oltralpe, John Elkann ha lasciato sul volto acqua-e-sapone di Emmanuel Macron una doppia cicatrice. Professionalmente, il presidente francese ha una storia da banchiere d’affari; politicamente, cerca di...

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Carlo Stagnaro

E’ nato nel 1977. E’ direttore Energia e ambiente dell’Istituto Bruno Leoni. Oltre che col Foglio, collabora con varie pubblicazioni italiane e straniere. Fa parte della redazione della rivista Energia e ha pubblicato articoli su testate specializzate quali Oil & Gas Journal ed Energy Tribune. Per l’IBL cura l’Indice delle liberalizzazioni; il suo ultimo libro è “Sicurezza energetica. Petrolio e gas tra mercato, ambiente e geopolitica”. E’ sposato con Silvana e ha un figlio, Andrea.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    07 Giugno 2019 - 14:02

    Questa Francia muscoloso sciovinista colonialista conferma la mia continua affermazione che la Europa è una fede una illusione anzi un ologramma.

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  • Giovanni

    07 Giugno 2019 - 08:08

    Le pretese di quella parte statalista di Renault, il 15,1 di azioni Renault nelle mani dello stato francese, hanno fatto la differenza. FCA vuole un socio non un padrone. Non dimentichiamo che FCA è un colosso in confronto a Renault che fattura meno della metà rispetto alla società Elkanniana. Il famosissimo "savoir faire" dei francesi è mancato totalmente in questo caso, visto che i galletti pretendevano che la sede amministrativa della nuova società fosse a Parigi più tutta una serie di imposizioni riguardanti il board piùttosto fastidiose e sciorinate in modo alquanto cafone.. Se aggiungiamo che Macron si trova in forti difficoltà politiche anche a causa di alcuni errori di tipo economico in cui era incappato anni fa si comprende quali fossero le tensioni in campo francese. Dunque ha fatto bene a mio avviso FCA a salutare e andar via lasciando i francesi con un cerino acceso in mano che farà male a lungo.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    06 Giugno 2019 - 23:11

    Al direttore - L’affaire Fca-Renault fa emergere solo una considerazione, vecchia come il mondo: contano solo i rapporti di forza, quelli reali. Che comprendono anche la credibilità che ti porti dietro. La Francia può permettersi il sovranismo. Significa in sostanza: mezzi per difendere gli interessi “nazionali”. Noi?

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  • albertoxmura

    06 Giugno 2019 - 22:10

    Macron è un europeista franco-nazionalista. Prima gli interessi della Francia, poi quelli dell'Europa. Tuttavia si tratta di una posizione profondamente condivisa dai francesi, che vedono una naturale "superiorità" della Francia sulle altre nazioni, a cominciare dall'Italia. E' l'eredità della grandeur gollista. Non vi sarà mai un'Europa unita (nemmeno in senso federale) finché la si pensa in questo modo. Non dimentichiamoci che sono stati i francesi a mandare all'aria il progetto di una Costituzione europea.

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