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Le Borse credono nella ripresa delle trattative Fca-Renault

Mariarosaria Marchesano

I due titoli in ascesa sui listini di Milano e Parigi. Le tensioni tra i francesi e Nissan potrebbero rimettere in gioco la proposta di Fiat Chrysler. Di Maio: "Questa fusione non risolve il problema del settore. Bisogna trattare con Trump"

Milano. Torna alla ribalta il tema auto, il giorno dopo la notizia del crollo della produzione italiana nel mese di aprile (-17,1 per cento). Mentre l'ipotesi di fusione tra Fca e Renault sembra poter rivivere, alla luce dei contrasti tra la casa automobilistica francese e i suoi partner giapponesi, Nissan e Mitsubushi, interviene anche il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. "Non è l'accordo tra Fca e Renault che risolve il problema del settore automotive in Italia, il problema sono i dazi e  bisogna riaprire le trattative con gli Stati Uniti su questo", ha detto senza, però, spiegare che tipo di strategia abbia in mente il governo su questo fronte. 

    

In ogni caso, l'ipotesi di fusione tra Fca e Renault è di nuovo attuale visto che l'accordo sembra essere sfumato più per un corto circuito relazionale dei soggetti coinvolti che per la fattibilità dell'operazione. Tutto nascerebbe dal risentimento della giapponese Nissan per essere stata informata tardi dei colloqui in corso tra la casa automobilistica presieduta da John Elkann e i francesi. Tale circostanza avrebbe finito con l'aggravare i rapporti già tesi a causa di problemi sulla governance nell'ambito dell'alleanza a tre Renault-Nissan-Mitsubishi. La notizia che sta scatenando le indiscrezioni su un possibile ripensamento sul dossier proposto da Fca, è rappresentata dal fatto che Parigi sarebbe disponibile ad accettare di ridurre la quota in Nissan, come ha dichiarato ieri il ministro delle finanze Bruno La Maire aggiungendo che se la fusione con i giapponesi è un problema si troveranno "altre soluzioni".

      

La proposta di Fiat Chrysler per creare una delle maggiori alleanze mondiali nel settore dell'auto assieme a Renault, e potenzialmente con Nissan e Mitsubishi, è naufragata per le resistenze politiche di Parigi (lo stato francese è il principale azionista). Allo stesso tempo è entrata in crisi l'alleanza franco-giapponese, teatro di una lotta di potere dalla fine dello scorso anno. Proprio le insistenti richieste dell'Eliseo di avere un numero maggiore di esponenti nel consiglio di amministrazione del nuovo gruppo avrebbero spinto i rappresentanti di Nissan a schierarsi contro l'ipotesi di fusione, che in tali condizioni vedono un'ulteriore concentrazione di potere nelle mani dei francesi. 

   

Oggi, le speculazioni sulla possibile ripresa della trattativa Fca-Renault stanno spingendo gli acquisti sui due titoli, che guadagnano rapidamente terreno sulle rispettive Borse di Milano e di Parigi (entrambi salgono di oltre l'1 per cento). La giornata è in generale abbastanza positiva per i listini europei, sempre un po' incerti per gli sviluppi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, ma galvanizzati dalla prospettiva che la Fed possa presto tagliare i tassi d'interesse. Piazza Affari guadagna lo 0,9 per cento e lo spread è sceso sotto 260 punti base. 

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