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Bentornato Renzi!

Nessuna rivoluzione. Per riempire il Pd di idee, Zingaretti pesca nel renzismo

17 Maggio 2019 alle 06:17

Bentornato Renzi!

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Come scritto dal Foglio, la prima versione del programma europeo del nuovo Pd è un adattamento quasi sovrapponibile al programma del M5s. Il Pd dice che è stato il M5s a copiare, ma questo alla fine non conta. Il risultato è lo stesso. Ma quando poi dagli argomenti generali il Pd di Zingaretti è passato alle proposte concrete la musica è cambiata. E’ nato “Un Piano per l’Italia”, con sottotitolo “un’alternativa credibile” con proposte su lavoro, ambiente e istruzione. E in effetti le proposte del Pd zingarettiano sono veramente alternative, anche perché in perfetta continuità con il renzismo.

 

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Non è solo una questione visiva – alla presentazione, a fianco a Zingaretti, c’erano Padoan da un lato e Gentiloni dall’altro – ma anche di contenuti. La proposta “Uno stipendio in più per 20 milioni di italiani”, ovvero una riduzione da 15 miliardi delle tasse sul lavoro, non è altro che l’estensione del bonus 80 euro. Così come la “Scuola a costo zero” non è altro che l’estensione dell’esenzione su libri e rette universitarie dell’èra renziana. Un discorso analogo si può fare per la proposta sul “salario minimo”, entrata in concorrenza con quella del M5s, che in realtà è il completamento del Jobs Act (è uno dei pezzi mancanti, ma presente nell’idea iniziale).

 

Anche sul fronte della campagna elettorale, il frontman, l’unico che in questa battaglia ci sta mettendo davvero la faccia è Carlo Calenda, che non è un renziano doc, ma è stato ministro di quel governo e da sempre ne rivendica i meriti e le scelte di fondo. A parole Zingaretti ha annunciato un cambio di paradigma, l’archiviazione definitiva del renzismo, ma poi quando ha dovuto riempire il suo Pd di contenuti, si è guardato attorno ed è ripartito dalle idee (Bonus 80 euro, Jobs Act, salario minimo) e dalle persone (Gentiloni, Padoan, Calenda, Nannicini, Marattin) che hanno governato il Pd e l’Italia negli ultimi anni. Non si vede più in giro Matteo Renzi (anche se riapparirà lunedì sera a Milano con Calenda per dare una spinta nell’ultima settimana di campagna elettorale), ma il renzismo è vivo e vegeto. Per fortuna.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    17 Maggio 2019 - 11:11

    Mi pare un eccesso di ottimismo, che mal si concilia, tanto per fare un esempio, con il boldrinismo di recupero. Sarei più propenso a dar credito a tutte le accreditate indiscrezioni romane che mi assicurano che la strategia zingarettiana per il post elezioni europee sia ancorata al presupposto di una crisi di governo con elezioni anticipate, per poi dar vita ad un contratto di governo diciamo così di necessità con i 5 stelle a guida Di Battista/Fico e con una rappresentanza parlamentare del Pd depurata dai renziani di stretta osservanza. Al di la’ dei programmi, che come sempre dicono tutto e nulla, che cosa fara’ Renzi prima e dopo resta l’interrogativo anche per le mie fonti politiche romane. Forse al Foglio c’e’ qualcuno che ne sa di più, e magari un giorno o l’altro ce lo racconta.

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  • miozzif

    17 Maggio 2019 - 10:10

    Vi fate piacere pure il renzismo in salsa Zingaretti, questo è troppo. Forse, per l'unico partito di opposizione al peggior governo dell'ultimo mezzo secolo, arrivare al terzo posto sarà la fine.

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  • Giovanni

    17 Maggio 2019 - 10:10

    Sì, ma intanto Zingaretti fa l'occhiolino ai cinque stelle. Anche perchè con FI al 10% e il PD al 20% che cosa ci fa?

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  • Abele

    Abele

    17 Maggio 2019 - 09:09

    Sono d'accordo: per fortuna, perchè lo spettacolo del tavolo di presentazione del piano Italia era veramente deprimente. Facce tristi e vecchie!

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