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C’è un asse Renzi-Calenda

Lunedì saranno insieme a Milano per la campagna elettorale. Oggi nel Pd. Ma domani?

17 Maggio 2019 alle 11:51

C’è un asse Renzi-Calenda

Elaborazione grafica del Foglio

Roma. “Tenetevi liberi per lunedì sera a Milano. In programma ‘reunion’ storica”, annuncia Carlo Calenda su Twitter. “Addirittura storica? E che sarà mai, Albano e Romina?”, risponde Matteo Renzi, sempre su Twitter. Seguono messaggi di Renzi su Whatsapp per pubblicizzare l’iniziativa: 20 maggio a Milano alle ore 20,30 all’Auditorium della Fondazione Cariplo, l’ex ministro dello Sviluppo economico e l’ex presidente del Consiglio duetteranno in un’iniziativa alla quale parteciperanno anche Irene Tinagli e Caterina Avanza, candidate alle elezioni Europee del prossimo 26 maggio.

   

Fra i due c’è sempre stato un rapporto di amore e odio, d’altronde due galli in un pollaio che altro possono fare se non competere? Stavolta però i due sembrano voler unire le forze non soltanto per portare voti al Pd, ma anche per far capire che c’è uno spazio oltre il Pd. Calenda da mesi ha lanciato il suo manifesto, “Siamo Europei”, e Renzi è sempre alla ricerca del suo centro di gravità permanente. Entrambi si contendono lo stesso spazio politico, tant’è che fino a gennaio, poco prima che Calenda iniziasse a muoversi, Renzi aveva mire autonomiste.

   

Ora però potrebbero convergere insieme verso nuovi obiettivi. Naturalmente c’è da capire prima come andranno le elezioni Europee e quanto prenderà il Pd. Ma la strada potrebbe essere tracciata: c’è un’alternativa al Pd che potrebbe nascere dal Pd. Con Renzi e Calenda versione Blues Brothers?

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    17 Maggio 2019 - 12:12

    Se non si libera il lavoro dai gravi dello stato non se ne esce. Non deve essere lo stato che da lavoro ma deve essere lo stato che promuove il lavoro attraverso regole che incentivino l’imprenditorialita’, l’iniziativa, il fare impresa. È attraverso questo passaggio che si riavrà, forse, il lavoro. Se invece, al contrario, si continua con i teatrini di Di Maio saremo alla frutta. Si fa gli struzzi con il lavoro nero e si tartassano le imprese che invece operano nella legalità. Lo stato faccia rispettare le regole che permettono la libertà d’impresa senza coercire, come oggi avviene, e ne vediamo le conseguenze. Altro che scioperi per avete lavoro dallo stato, che si scioperi per liberare il lavoro dalle regole che lo stato padrone ha messo per una sua egemonia perversa che ci sta distruggendo. Questa è la sfida vera non le chiacchiere e gli errori, vedi in primis i migranti, che hanno buttato il paese in mano ai populisti.

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    • Skybolt

      17 Maggio 2019 - 14:02

      D'accordo, ma da un po' ho il sospetto che certi "modelli di business" (non singole attività, proprio interi settori economici) non siano non solo sostenibili ma nemmeno pensabili senza modalità di lavoro illegali o borderline (come la descriverebbe una nota di collaborazione occasionale col cliente finale da 2 euro per ogni consegna?). E nell'equazione rientrano i migranti. Se non è di Milano venga a vedere chi fa il food delivery oggi, il cambiamento è stato velocissimo... altro che driver sindacalizzati e Di Maio.

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