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La voce che è morta due volte

Il funerale di Massimo Bordin, tra celebrazioni e ipocrisie politiche, allude a quello di Radio Radicale: “Abbiamo pochi mesi di vita”. I volti, le parole, il mondo lacerato che fu di Pannella

20 Aprile 2019 alle 06:00

La voce che è morta due volte

La bara di Massimo Bordin con una corona di fiori di Radio Radicale (foto LaPresse)

Se mai si fa pace con la morte, meno ancora si può far pace con una morte che allude a un’altra morte. Da mercoledì Radio Radicale trasmette quel fiato doloroso e boccheggiante, eppure appassionato e orgoglioso, quelle parole commosse e smozzicate, ora battagliere ora sommesse, quelle pause, nella voce di Ada Pagliarulo, di Giovanna Reanda e degli altri che si alternano al microfono, tutto quell’insieme di suoni, idee e sentimenti che dopo la morte di Massimo Bordin non hanno bisogno...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    20 Aprile 2019 - 11:11

    Sì Massimo Bordin è stato la voce epica e storica di Radio Radicale ,ma non si deve dimenticare che nell'archivio della radio c'è dal 1976 la storia di Italia . Quasi un doppione dell'archivio centrale dello stato .

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  • nike13

    20 Aprile 2019 - 07:07

    Quanta ipocrisia! Anche Salvatore Merlo evita la sostanza. Se Radio Radicale ha bisogno di 5 milioni di euro l'anno per sopravvivere, si evita accuratamente di domandarsi: "se Radio Radicale ha bisogno del sussidio pubblico per esistere, allora il suo auditorium, i suoi ascoltatori quanti e chi sono?" Se avesse avuto Radio Radicale un seguito di convinti ascoltatori avremmo dovuto vedere una raccolta collettiva di fondi per garantire la sopravvivenza della Radio Radicale.

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