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Noi garantisti, ma il Truce non meriterebbe la galera?

Uno che chiude i porti che non si possono chiudere, che stermina il diritto quando la vita umana è in pericolo è degno di un giudizio politico severo, ma anche di un processo in bella e dovuta forma

27 Gennaio 2019 alle 06:18

Noi garantisti, ma il Truce non meriterebbe la galera?

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Semo garantisti, eccome no, ma francamente non capisco perché il Truce non debba finire in galera, finire dico, non marcire. Mi pare che se lo sia ben meritato, che poi magari verrà assolto in Cassazione, perché no?, in quel caso si sarà meritato l’assoluzione, come un Berlusconi qualsiasi. Anzi no, il Cav. in rieducazione ci è finito, dicono che non pagava tasse dovute, anche se di quella presunta truffa fiscale non era personalmente responsabile, insomma lo sappiamo tutti, quello corteggiava le belle, non la finiva di scrivere il catalogo delle sue madamine, ma non risulta abbia mai sequestrato su una nave militare italiana, per di più in modo farlocco e caotico, tra una circolare illegale e l’altra ai sensi del Diciotti, una quantità di negri, donne e bambini compresi. Ci sarà una differenza tra prendere sulle ginocchia le pulzelle a Villa Certosa e prendere in ostaggio ciurma e passeggeri per farsi bello agli occhi dell’Europa, ce lo chiede la gente, che – si sa – è quanto di più ribaldo e infido esista la mondo, peggio ancora del Truce.

 

Oltre tutto c’è un particolare, semo garantisti a palla ma non vogliamo cancellarlo dal quadro del famoso stato di diritto: vero o finto che sia il gioco, l’uomo non è un perseguitato, semmai un persecutore, e l’eccellentissimo Tribunale degli eccellentissimi e reverendissimi ministri è intervenuto a sanatoria subito dopo che un pm salviniano, non certo nella sua inconcussa coscienza di magistrato e cittadino, ma nei modi sì, si chiama Zuccaro, ha cercato invano di farla pagare a altri negher e nel contempo invano di mandare nella beatitudine senza processo il nostro generoso pupillo che non molla, che tira dritto, ora vedremo se e quanto di fronte a un processo. Io sono per l’articolo 68 della Costituzione, quello che vieta di procedere senza l’autorizzazione delle Camere contro i loro componenti, ma l’hanno abolito, fra le grida e i capestri dei turcibaldi leghisti di allora, Truce puero, e adesso come si fa? Semo ipergarantisti, ma loro no: dunque si proceda, in omaggio anche alla loro cultura, si faccia il famoso dibattimento, e in dibattimento si veda, senza spirito vendicativo, ga-ran-ti-sti-ca-men-te, se il sior ministro abbia o no sequestrato della gente per scopi propagandistici, personali e politici.

 

Alla radice di tutto c’è un guasto di cui non abbiamo voluto renderci conto. Distratti dal farlocchissimo caso Savona, non abbiamo pensato che il doppio incarico di uomo forte di un partito gridanciano e di ministro dell’Interno è una violazione delle più elementari regole di decenza politica e costituzionale. In certo senso, il Truce è autorizzato a essere pestifero ed extra legem, perché una volta la dice da papà, una volta da leader degli scappati di casa, come si dice ora, e una volta da titolare del più delicato incarico di governo, naturalmente bipartisan, che si sia mai immaginato, il ministero della forza e dell’ordine. Il comizio e il raid di polizia in una sola persona, roba che nemmeno nel Brasile di Bolsonaro, anzi, lì sì. Ma che volete, a noi piace baloccarci con le false questioni. Se a uno gli dai il sussidio di pigranza, a quell’altro vorrai dargli lo scettro law and order, ecchèsaràmai. Avevamo qui previsto tutto: la formazione di questa maggioranza contrattuale, il terzo felice e fortunato lobbista a Palazzo Chigi, la imminente chiusura dei porti. Insomma tutto lo sfascio disumano che ci costa il naufragio nazionale nell’indecenza. Ma non avevamo previsto che i porti in realtà non si potevano chiudere senza deciderlo in modo formale, e dunque sono aperti, e se una Sea Watch forzasse la mano e attraccasse nessuno potrebbe impedirle di lanciare le gomene, e lo statuisce il diritto del mare, che gli olandesi ci hanno ricordato in nome della tradizione (Compagnia delle Indie orientali, anche loro). Ora uno che chiude ciò che non si può chiudere, stermina il diritto nel momento in cui questo è garantista verso la vita umana in pericolo, e maschera tutto questo da guerra ai trafficanti, che infatti continuano a prosperare, è degno di un giudizio politico severo, ma anche di un processo in bella e dovuta forma, ed eventualmente di una bella e sonora condanna. Se poi gli porta voti, pazienza. Fiat iustitia, pereat mundus. Il sequestro di persona non è l’ultimo dei reati, sebbene dissimulato nel fatale e ferale Atto Politico. Semo garantississimi, ma non scemi.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • stearm

    28 Gennaio 2019 - 16:04

    Ferrara ha combattuto sul campo contro i terroristi e a difesa della democrazia, quando molti di noi erano ancora bambini o adolescenti. Per questo non cadde nel tranello di considerare appunto Craxi e Berlusconi come dei pericolosi anti-democratici. Lui li conosceva bene i nemici della democrazia, li aveva visti da vicino. Non erano certo simili a Craxi, a Berlusconi o a Renzi, pur con tutti i loro vizi pubblici e privati. Ferrara sente istintivamente chi è Salvini. A chi critica Ferrara, anche con argomenti alquanto banali, consiglierei un pò di autocritica. Interessante vedere però come c'è una parte seppur minoritaria di elettorato di centrosinistra che mai nella vita si sognerebbe di allearsi con i M5S, rischiando anche di rompere amicizie per difendere un'ideale di democrazia, mentre a destra, bè, basta leggere i commenti. Vi ricordo che storicamente la destra qualche scheletro nell'armadio ce l'avrebbe pure, non mi sembra sia stata sempre vigile in passato.

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  • carlo.trinchi

    28 Gennaio 2019 - 14:02

    Arieccoce con i manettari a senso alternato. La sinistra che non muore mai e a volte riaffiora come la bella gioventù che ha prodotto i fratoianni figlio dei fiori. A Parigi piove direttore invece a Roma nevica e tutto copre in una coltre di cazzate a cui non si vuole dare risposte dirette, concrete ma solo laquanze i pietismo un tanto al kilo. Anche la Prestigiacomo si è messa in mare e dopo quattro stronzate dette è rientrata con il sapore del sale. La lega ha capito e parla di migranti alla Salvini. Forse glielo ha soggerito la Merkel dopo aver ascoltato un Conte disperato. Tutto e’ possibile ma non togliete a questo gionale il raziocinio e la lucidità delle cose da fare. I manettari no, basta, è la fine.

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    • stearm

      28 Gennaio 2019 - 16:04

      Ma la destra non ha creato Mussolini e Hitler? L'abbiamo sognato? Purtroppo la storia della sinistra è stata segnata dalla tragica rivoluzione giacobina, che però fino a prova contraria è avvenuta nell'Unione Sovietica. I 'nipotini di Stalin', certo ci sono stati in Italia come in altri paese europei. Quelli che inneggiavano a Mao, quelli infatuati in Che Guevara. Ma al dunque, e il dunque è stato gli anni Settanta, una sinistra lacerata al suo interno riuscì a neutralizzare e ad isolare il germe anti-democratico che serpeggiava nel suo ventre, germe che è certo riemerso reincarnandosi nel terrorismo simbolico grillino, ma che anche questa volta ha provocato una frattura, una reazione di disgusto in una parte -purtroppo minoritaria stavolta- della sinistra. La destra invece negli anni Trenta si calò le brache e se le sta calando anche adesso. Le brache della democrazia sostituite dalle felpe. Ma qualcuno a destra ha mai creduto nella democrazia? Infondo anche Silvio nasce socialista.

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      • Carlo A. Rossi

        29 Gennaio 2019 - 21:09

        Mah, non saprei, se io non ricordo proprio malissimo, Mussolini fu direttore dell'Avanti, noto giornale di destra, giusto? E non so come mai, ma la maggior parte delle persone usa "nazista" invece di "nazionalsocialista", un accorciamento di comodo, perché nasconde quell'altro aggettivo, quello importante, "socialista". Comunque, a parte questi dettagli, sinistra santa subito? Sinistra sempre dalla parte giusta della Storia? Stalin e il comunismo un paio di errorini così, ma senza serie conseguenze, che saranno mai i Khmer rossi? Ah, sì, giusto: compagni che sbagliano.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    28 Gennaio 2019 - 12:12

    Quanto più una persona, colta, raffinata, di buone maniere conviviali, di vasta esperienza di mondo e di uomini, entra nel circolo dell’antipatia/avversione verso qualcuno o qualcosa, tanto più viene meno la serenità di giudizio e la visione obiettiva dell’insieme. Comprendo che sia l’atteggiamento emozionale che prevale, si liberano i momenti del paradosso, dell’ironia e dell’accentuazione dei dettagli, niente di strano o di non legittimo. Non penso, però, sia mancare di rispetto o offensivo commentare in disaccordo. Usando paradossi, ironia, e dettagli, Ovviamente ci può stare che il disaccordo nasca dal fatto che chi legge non abbia capito nulla. Ma se nascesse dal fatto che ha capito quanto la cultura possa essere d’ostacolo a collegare razionalmente gli eventi a monte e a non prendere in considerazione che, piaccia o no, tutto si tiene? Lei ha fatto eccezione nei casi passati, ma il nocciolo culturale anti Salvini è lo stesso identico che fu anti Craxi, anti Berlusconi,anti Renzi

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  • giuseppezavaroni

    28 Gennaio 2019 - 12:12

    C'era un Foglio non molto tempo fa che segnalava a ragione i mille pericoli conseguenti a una politica imbelle fatta di opportunismo immigrazionista e di furberia antieuropeista (barattare il presunto vantaggio economico della libertà di sforamento del deficit con qualche piccolo disagio sociale dovuto a una immigrazione che si prevedeva di modeste dimensioni) e indicava coraggiosamente il modello australiano, ripetendo che scoraggiare le partenze era l'unico modo di stroncare il giro d'affare dei negrieri, preservare l'equilibrio demografico e l'ordine pubblico e diminuire il numero dei morti in mare. Oggi sotto la stessa testata e con le stesse firme ci arriva un bombardamento quotidiano di falso umanitarismo in salsa pseudolegalista che fa venire i brividi e la nausea. L'Elefantino ha un'allergia così forte all'attuale ministro dell'interno che, dopo aver buttato al macero il buon senso, adesso si disfa anche della buona fede e chiama i magistrati a rovesciare il nemico politico.

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