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I 54 km che spiegano la crisi italiana

Come si fa ad avere fiducia in un paese che non sa investire sul suo futuro? Perché sindacati e imprenditori dovrebbero mobilitarsi contro il sabotaggio di governo di una grande infrastruttura italiana: il Terzo Valico. Storia di un altro spread

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

11 Ottobre 2018 alle 06:24

I 54 km che spiegano la crisi italiana

Ad Alessandria, uno striscione di attivisti che si oppongono al Terzo valico (foto LaPresse)

C’è uno spread che si vede, e che da tempo fa tremare le gambe a tutti coloro che ogni giorno devono decidere se investire o no nel nostro paese, e c’è uno spread che invece non si vede e che pur essendo poco visibile mette i brividi più di un rendimento di un titolo di stato. Il primo spread è quello che misura il grado di affidabilità del debito pubblico italiano. Il secondo spread è quello che misura la capacità...

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  • ottavio1974

    11 Ottobre 2018 - 18:06

    "(grazie al Terzo Valico, da Genova sarà possibile arrivare a Milano in 30 minuti rispetto all’ora e 39 minuti attuali)". Presumo ci siano errori sui tempi di percorrenza.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Ottobre 2018 - 14:02

    Al direttore - La situazione politica nostrana porta impietosamente in primo piano quanto sia stato anomalo, innaturale, penalizzante, inconcludente, il nostro modo d’intendere e praticare la politica. Ridotta all’unico, perenne schema dell’un contro l’altro armato. Impossibile governare, cioè tener conto nei limiti del possibile dell’interesse generale, quando questo interesse è frammentato, disperso, in quelli conflittuali delle varie fazioni. Ciascuna persegue e non potrebbe essere diversamente, i santi sono in paradiso, gli interessi propri, settoriali, di categoria, di aggregazioni o semplicemente personali. A cascata questa “cultura” viene fatta propria anche dagli elettori. Aggiungiamo che tutti, nessuno escluso, soffiano sul fuoco, sperando che bruci “gli altri” e, il cerchio si chiude. Il popolo? “Noi siamo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo, perché siam divisi” A chiacchiere non ne usciamo.

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  • luigi.desa

    11 Ottobre 2018 - 13:01

    Lasciate ogni speranza Italiani che siete appena nati !

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    11 Ottobre 2018 - 10:10

    Quello di aver lasciato a Toninelli e ai 5S il ministero delle Infrastrutture e Trasporti è il più grande errore fatto dalla Lega. Soprattutto non si capisce con quale logica vengano rimesse in discussione opera già finanziate come il terzo valico, opere necessarie come la cosiddetta gronda, opere legate a trattati internazionali e cofinanziate dall'U€ come la TAV in cui i francesi, per una volta nel giusto, stanno procedendo alacremente. Casomai si dovrebbero concentrare su opere future. Ma il guai è che Toninelli, un impiastro superiore perfino a jackass Di Maio (che almeno ha fatto dietro-front sull'Ilva), è mosso solo dall'ideologia no-tutto e purtroppo da una solare incompetenza

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