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Tria difende il Def dalla bocciatura dell'ufficio parlamentare di bilancio

Il governo andrà avanti. "Rispetto per le competenze del Mef", dice il ministro in audizione. Ma sulla flat tax Salvini lo smentisce: "Ci sono 1,7 miliardi non 600 milioni"

10 Ottobre 2018 alle 15:12

Tria difende il Def dalla bocciatura dell'ufficio parlamentare di bilancio

Foto Imagoeconomica

La manovra di bilancio per il 2019 vale circa 36,7 miliardi, di cui 22 finanziati in deficit. Le coperture finanziarie sono invece pari a 15 miliardi, ricavati da tagli di spesa (6,9 miliardi) e aumenti delle entrate (8,1 miliardi). Le cifre sono state fornite dal ministro Giovanni Tria, che in audizione alla Camera ha confermato ai parlamentari delle commissioni Bilancio l'intenzione del governo di andare avanti con la manovra anche dopo la bocciatura dell'ufficio parlamentare di Bilancio (Upb). 

  

Il ministro ha difeso le stime contenute nella nota di aggiornamento del Def e il lavoro del suo ministero, respingendo gli allarmi dell'Upb e delle altre istituzioni che ieri hanno messo in discussione previsioni contenute nella manovra, dal Fondo monetario internazionale alla Banca d'Italia. "Le strutture tecniche del Mef – ha detto Tria – non sono inferiori ad altre, i modelli non sono meno validi di altri. Serve rispetto istituzionale". "Le nostre previsioni sono prudenziali e non ottimistiche. Ma non possiamo, né dobbiamo, basare il quadro programmatico su scenari di rischio a ribasso altrimenti stravolgiamo il significato di tale previsione". La sostenibilità del debito, ha rassicurato, non è a rischio e lo spread, che continua a restare stabilmente intorno a quota 300, "non riflette i fondamentali dell'economia": "Di fronte a un aumento dello spread, che c'era anche un mese fa e anche l'anno scorso e che non riflette e non rifletteva i fondamentali dell'economia, e dal punto di vista della sostenibilità del debito che questo governo non mette in discussione, faremo di tutto per recuperare la fiducia". 

 

Sul dettaglio delle spese previste per attuare le misure, il ministro dell'Economia è stato smentito dal vicepremier Matteo Salvini. In audizione Tria ha elencato quanto costerà allo stato ogni voce della manovra, dicendo che per la flat tax sono previsti 600 milioni di euro per il primo anno, 1,8 miliardi per il 2020 e 2,3 miliardi nel 2021. "No, sono di più di 600 milioni, sono 1,7 miliardi: la riduzione fiscale ha un ammontare stimabile di circa 1,7 miliardi", ha detto invece il ministro dell'Interno ai giornalisti subito dopo l'audizione di Tria. "Lunedì arriverà il decreto fiscale, i numeri saranno scritti e non mentono". 

  

Gli aumenti delle entrate, che secondo i dati forniti da Tria raggiungeranno 8,1 miliardi nel 2019, si otterranno in parte con ciò che verrà recuperato dalla "pace fiscale" e in parte con l'introduzione di nuove tasse. Secondo La Stampa, l'ultima ipotesi per la pace fiscale prevede un tetto a 200 mila euro con un'aliquota del 15 per cento. Fuori dal provvedimento i grandi evasori e chi ha contenziosi in corso. Sul tema M5s e Lega si erano scontrate in precedenza e sono ora al lavoro per raggiungere un accordo. 

  

Confermati poi i 16 miliardi per reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni, la sterilizzazione totale dell'Iva nel 2019 (12,5 miliardi) e parziale per i successivi due anni (5,5 miliardi nel 2020 e 4 miliardi nel 2021). Quanto agli investimenti pubblici, il ministro ha parlato di 15 miliardi nei tre anni di manovra, di cui 3,5 nel 2019, a cui si sommano gli incentivi agli investimenti e gli interventi di spesa per il pubblico impiego (1,8 miliardi nel 2019, 3,2 nel 2020 e 4,1 nel 2021). 

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