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Il governo in manovra va a sbattere su Draghi e Fmi

"I paesi ad alto debito devono rispettare il Patto di stabilità". L'appello del presidente della Bce da Bali. E Juncker su Le Monde: "Non mettete in pericolo la solidarietà europea"

12 Ottobre 2018 alle 16:41

Il governo in manovra va a sbattere su Draghi e Fmi

Foto LaPresse

Milano. Continua il pressing nei confronti dell'Italia da parte delle massime autorità economiche mondiali sulla manovra economica e fiscale che il governo Lega-5Stelle si appresta ad approvare (il consiglio dei ministri si riunirà lunedì 15 ottobre) e a trasmettere alla Commissione europea in un clima di crescente tensione e incertezza sui mercati. "Per i paesi dell'eurozona ad alto debito è di particolare importanza la piena adesione alle regole del Patto di stabilità e crescita per la salvaguardia di solide posizioni di bilancio", ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nel suo intervento a Bali durante i lavori annuali del Fondo monetario internazionale. Seppure implicito, il riferimento all'Italia è abbastanza chiaro nelle parole di Draghi, dopo che stamattina il responsabile del dipartimento europeo dell'Fmi, Poul Thomsen, aveva ribadito la necessità che la legge di bilancio italiana per il 2019 fosse compatibile con le norme europee, aggiungendo che non è questo il momento di allentare la politica di bilancio, come invece intende fare l'attuale governo, ma di ridurre il deficit strutturale. Sempre riferendosi all'Eurozona Draghi ha richiamato la necessità di implementare ulteriormente le riforme strutturali contestualmente alla creazione di cuscinetti di bilancio. Riguardo alle politiche monetarie, il presidente della Bce ha aggiunto che la politica deve "agire più decisamente per aumentare il potenziale di crescita a lungo termine e ridurre le debolezze".

  

La risposta dell'Eurotower a Savona e l'ultimo appello di Juncker

In relazione proprio a quest'ultimo punto, va ricordata la richiesta d'intervento lanciata all'indirizzo della Bce dal ministro Paolo Savona qualche giorno fa durante un'intervista a “Porta a Porta”. Secondo Savona, Draghi dovrebbe cercare di calmare le oscillazioni dello spread incrementando l'acquisto di titoli di stato italiani. Parole alle quali, secondo un'agenzia Reuters, la banca centrale ha reagito facendo sapere che non potrà venire in aiuto dell'Italia se non in presenza di un "programma" di salvataggio concordato che verrebbe concesso solo in cambio di pesanti sacrifici e riforme economiche. Inoltre, riferiscono sempre le stesse fonti, qualsiasi tentativo di eludere tali regole danneggerebbe la credibilità stessa della Bce e minerebbe la fiducia nell'unione monetaria da parte dei paesi creditori. Sempre oggi, su Le Monde, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, parlando della manovra economica, ha detto che "l'Italia non rispetta la parola data", e ha quindi lanciato un nuovo appello alle autorità del nostro paese che sono certamente libere nelle loro scelte, nel reddito minimo o nella fiscalità delle aziende, ma devono “rispettare le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea”.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    12 Ottobre 2018 - 17:05

    Credo che a Bali fosse presente anche Tria. Potra’, in tal modo, riferire ai colleghi di governo le parole di Draghi. Sempre sperando che Borghi, per impedirglielo, non lo imbavagli.

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  • stearm

    12 Ottobre 2018 - 17:05

    Io cambierei il titolo: "il popolo italiano va a sbattere su Dragi e il FMI". Rendiamoci conto che il problema non sono i Salvini e i Di Maio, ma il 'popolo' inteso come la stragrande maggioranza degli italiani. Che non vogliono dal canto loro contribuire all'abbattimento del debito publico in nessun modo, nè ora nè prima nè mai. E non si rendono certo conto delle conseguenze. Tutte le volte che un governo in carica ha provato a presentare il conto agli italiani ha perso le elezioni e al suo posto è salito al governo chi prometteva di disinteressarsi del debito pubblico. Il primo a provarci fu Amato che è ancora odiato dagli italiani perchè prelevò il 6% dai conti correnti per impedire la bancarotta nel 1992 (e non eravamo nell'euro). Poi ci provò Prodi due volte in modo più graduale prima per entrare nell'Euro e poi per portare il debito sotto il 100%. Anche lì esperimento interrotto. Di Monti sappiamo. Come degli ottimi governi Renzi-Gentiloni. It's 1992 all over again.

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    • verypeoplista

      verypeoplista

      12 Ottobre 2018 - 18:06

      L'"esproprio" fu del 6 0/00 (6 x 1000) se fosse stato del 6 % ci sarebbero stato morti e feriti per le strade.

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      • stearm

        12 Ottobre 2018 - 22:10

        Vero scusa, ecco siamo un popolo che nemmeno il 6permille e' disposto a sacrificare per salvare il paese dalla bancarotta sicura.

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        • verypeoplista

          verypeoplista

          13 Ottobre 2018 - 15:03

          I sacrifici li facevano nell'età del ferro, qualche anno fa li facevano per la patria. Quanto a Amato è stato un gesto di imperio e non un sacrificio : Amato, solo di nome, avrebbe potuto prevedere quelle condizioni, mentre, dopo, Prodi &Co avrebbero potuto e dovuto contrattare meglio le basi di ingresso dell'Italia: al cambio di allora 1936,27 x 1 euro è stata una truffa.

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