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Il prigioniero Tria

Il governo ostaggio di se stesso. Che succede se lo spread va a 400?

Salvatore Merlo

Email:

merlo@ilfoglio.it

9 Ottobre 2018 alle 20:43

Il dilemma del prigioniero

Giovanni Tria in commissione Bilancio di Camera e Senato (foto LaPresse)

Roma. Si smarrisce nei numeri, nelle percentuali, e sostanzialmente nega i guai. Il tono è dimesso, da prefica, da orfano, da condannato al patibolo del governare i conti sballati, le scelte non sue. “Siamo impegnati a far convergere lo spread verso i fondamentali”. dice allora il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Poi: “L’incertezza è legata al dubbio sul cosiddetto piano B. E stiamo ripetendo che non c’è”, aggiunge, ammettendo quindi che lo spread è colpa della maggioranza che ha straparlato. E...

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Commenti all'articolo

  • Chichibio

    10 Ottobre 2018 - 15:03

    Dice che ora pensano di chiedere l'oro alla patria facendo sottoscrivere BOT e BTP ai cittadini. Borghi Aquilini Claudio escluso. Lui da tempo dice di non aver mantenuto investito nemmeno un centesimo in titoli italiani.

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  • luigi.desa

    10 Ottobre 2018 - 10:10

    Claudio Borghi è penoso sostituto di Rocco Casalino.,con una differenza ,Casalino è conosciuto perchè è un abile comunicatore ,Borghi perchè i media scemi di danno tribuna per le sue cazzate.

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