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È l’Europa il nostro Cristiano Ronaldo

È il vaccino contro l’isteria populista, ma è anche l’alibi per far saltare tutto. Cosa farà l’Italia col principio di realtà

11 Luglio 2018 alle 06:00

È l’Europa il nostro Cristiano Ronaldo

Foto LaPresse

La politica dell’incompetenza, dell’irresponsabilità, dell’approssimazione quando non trova di fronte a sé un’opposizione capace di esprimere in modo chiaro una proposta alternativa di solito ha un unico argine capace di raffreddare in modo graduale le sue pazzie. L’argine è gelido, impersonale, anonimo e grosso modo coincide con il filo spinato che prima o poi ogni populista sprovveduto arrivato a guidare un paese deve decidere se scavalcare oppure no: il principio di realtà.

 

Nei paesi fortunati, il principio di realtà diventa il migliore alleato dei populisti e gli permette di avere un alibi per istituzionalizzarsi e non realizzare le proprie pazzie: fidatevi di noi, vi abbiamo promesso la luna ma questo è il massimo che si può fare. Nei paesi meno fortunati, il principio di realtà diventa il peggior nemico dei populisti e tende a trasformarsi in un alibi che le forze anti sistema usano per nascondere la propria incapacità: noi abbiamo provato a darvi la luna, ma non ce l’hanno fatto fare, e per questo dobbiamo ribellarci ancora di più.

 

A poco più di trenta giorni dalla nascita del governo Conte, l’Italia di Salvini e Di Maio si trova in una condizione a metà tra le due posizioni descritte e non passa giorno senza che le promesse fuori dal mondo e senza coperture del leader della Lega e del leader del M5s non vengano ridimensionate dai custodi del buon senso. Vale per il ministro della Realtà Giovanni Tria. Vale per il ministro della Quiete Enzo Moavero Milanesi. Vale per il ministro della Continuità Elisabetta Trenta. E il gioco lo conosciamo. Salvini e Di Maio promettono di realizzare un programma da 100 miliardi di euro all’anno e il ministro della Realtà dice: col piffero. Salvini e Di Maio promettono di disinnescare le sanzioni alla Russia e il ministro della Quiete dice: col piffero. Salvini e Di Maio promettono di agire in discontinuità sulla Difesa e il ministro della Continuità dice col piffero.

 

Ogni governo populista, specie quando quel governo non ha competenza, tende in modo naturale a essere simile a una scatola vuota, pronta a essere riempita e completata da chiunque sappia esercitare un briciolo di potere. Nella prassi quotidiana, per governare l’ordinaria amministrazione la scatola vuota tende a essere riempita da chiunque abbia prossimità con i governanti (nel migliore dei casi ci sono i mandarini di stato, nel peggiore dei casi i poteri loschi eterodiretti dalle piattaforme digitali).

 

Quando dall’ordinaria amministrazione si passa invece alla progettazione la scatola vuota tende a essere riempita da chiunque abbia un briciolo di competenza (cosa che ai ministri farebbe comodo, considerando per esempio che l’unico decreto legge presentato finora, il “decreto dignità”, annunciato il 14 giugno, firmato in Cdm il 2 luglio, non è ancora stato pubblicato neppure in Gazzetta Ufficiale) e la competenza quando viene accettata è sempre sinonimo di Europa. E’ grazie alla linea europeista che l’Italia è riuscita a non diventare il nuovo bersaglio della speculazione. E’ grazie alla linea non sovranista che l’Italia potrà riuscire a governare l’immigrazione dalle coste africane. E’ grazie alla linea europeista che l’Italia riuscirà forse ad affrancarsi dalle alleanze anti italiane costruite in Europa da Salvini e Di Maio. Al momento del dunque, dovendo scegliere che cosa fare con i propri istinti populisti, i governi sono sempre portati a scegliere da che parte stare. Vale per la Grecia di Tsipras. Vale per il Regno Unito di May. Non sappiamo se varrà anche per l’Italia di Conte. Il principio di realtà è il Cristiano Ronaldo dell’economia. Ma per un governo formato non da uno ma da due populisti il principio di realtà potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di diverso: in un pretesto utile non per allungare ma per accorciare la vita del governo. Non ce l’hanno fatto fare, signora mia.

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    11 Luglio 2018 - 17:05

    Premesso che odio Cristiano Ronaldo. Il Foglio fa male a mettere sullo stesso piano Lega e M5S. Io ho paura di quello che possono fare i grillini in tema di economia e ancor più in tema di giustizia (lo stop alla prescrizione sarebbe un fine pena mai). Ma la Lega mi sembra ancorata al "principio di realtà" molto più dei governi precedenti i quali, ad esempio, non hanno voluto vedere che i flussi migratori vanno governati e Salvini l'ha fatto. Del "contributo di solidarietà" da parte dei "retributivi" la prima a parlarne è stata proprio la Fornero e Brambilla l'ha ripreso. Della semplificazione fiscale bisogna dire (sempre in omaggio alla realtà) che i condoni sono l'unica forma di lotta all'evasione, non solo per il gettito immediato che danno, ma anche perchè comunque fanno emergere una base imponibile per gli anni a venire. E così via. Anche Berlusconi era "impresentabile", ma vedeva la realtà (e per questo non capiva la politica italiana).

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  • mauro

    11 Luglio 2018 - 13:01

    In effetti, come si fa a non amare un'Europa che fornisce un Ronaldo alla Juventus ? Si è disposti in cambio a sopportare qualunque angheria.

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    • lupimor@gmail.com

      lupimor

      11 Luglio 2018 - 17:05

      Pensa il buffo: Cerasa è un interista sfegatato. Ma la confusione politica di cui è preda non sente ragione. Il Ferrara di oggi insiste su come secondo lui, "dovrebbe essere". Ho commentato. Quando apparirà dacci un'occhiata.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    11 Luglio 2018 - 12:12

    Se l'Europa è CR7, avendo costui 33 anni ed essendo quindi non lontano dal fine carriera si può pensare che per analogia anche l'Europa, almeno quella che conosciamo, sia quasi a fine carriera. Che balla notizia sarebbe!

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  • DBartalesi

    11 Luglio 2018 - 12:12

    Mentre "Bibbì e Bibò"si trastullano ancora con la propaganda, il ministro Savona attento al principio di realtà, annuncia prudentemente un "piano B" nel caso l'euro ci abbandoni. E fa bene dato che, appena dopo le ferie, la minaccia che noi si venga "cacciati" in quanto inaffidabili, potrebbe venire proprio dal concretizzarsi di alcune delle promesse elettorali: flat tax, reddito di cittadinanza, taglio della Fornero. Bene dunque un "piano B" per l'economia, e per la politica se salta il governo invece niente? Dal PD al momento solo selfie, liti, veti, un congresso rinviato. Chi potrebbe essere il nostro Ronaldo - "piano B" che ci può far vincere in Europa?

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