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Il cambiamento (in peggio)

Più spread, capitali in uscita, negozi chiusi e meno lavoro. Il prezzo del governo

14 Luglio 2018 alle 06:19

Il cambiamento (in peggio)

Luigi Di Maio e Giuseppe Conte (foto LaPresse)

C’è già un costo – nello spread, nell’aumento di 55 miliardi di capitali finanziari in uscita dall’Italia, nel raddoppio degli interessi sui titoli di stato – che tutti stiamo pagando al governo pentaleghista. Ma c’è anche un altro costo che si paga al ministro del Lavoro Luigi Di Maio, come minori posti di lavoro, e al ministro dello Sviluppo economico, sempre Luigi Di Maio, come minore sviluppo economico. Il “capo politico” e vicepremier dei Cinque Stelle di leggi ne ha fatte solo una, il “decreto dignità”, e altre ne ha annunciate, dall’obbligo di chiusura di negozi e supermarket nei giorni festivi, e-commerce incluso, al “tavolo” sui riders dove il vero bersaglio sono le piattaforme elettroniche, ai tagli alle cosiddette pensioni d’oro, alle minacce alla riapertura dell’Ilva, alla Tav e ad altre infrastrutture. La propaganda è molta ma qualche calcolo è già possibile. Nel decreto dignità in attesa solo di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale la relazione tecnica (vidimata dalla Ragioneria dello stato) mette nero su bianco i contratti a termine che andranno persi: 83.300 da qui al 2028, dei quali 3.300 quest’anno solo perché siamo a metà luglio. Si tratta del 4 per cento di circa 2 milioni di contratti finora attivati annualmente, che superando i 24 mesi cadranno sotto la mannaia della legge. La relazione elenca anche le minori entrate contributive e fiscali per lo stato e i maggiori esborsi per il Naspi, il sussidio di disoccupazione: 517,7 di minori introiti nel decennio ai quali si sommano 322,3 di maggiori oneri di Naspi. Costo secco per il bilancio pubblico 840 milioni, oltre al prezzo sociale dei posti di lavoro persi. Si capisce perché Di Maio abbia fastidiosamente definito “pastoie burocratiche” l’esame della Ragioneria.

 

Certo, il doppio ministro afferma che grazie alla sua bacchetta magica la precarietà diverrà stabilità: ma intanto il risultato è questo. E perché poi le aziende in èra Di Maio dovrebbero assumere? La chiusura festiva dei negozi, che mira a ridurre del 75 per cento gli esercizi aperti nelle festività – dato contenuto nella proposta di legge presentata il 12 luglio – mette a rischio secondo la Confcommercio 400 mila occupati e il 10 per cento del fatturato, cioè 20 miliardi. Gli imprenditori esagerano? Tagliamo della metà e siamo a 200 mila posti di lavoro e 10 miliardi. Sommiamoli agli effetti del decreto dignità e sfioriamo i 300 mila occupati in meno e 11 miliardi di ricchezza prodotta persa. Di Maio poi, che se ne intende, definisce una fake news il proposito di vietare anche gli acquisti online: ebbene, la fake è sua, in quanto il progetto consente sì di fare ordini via internet purché siano presi in carico nei giorni feriali successivo. Come i bonifici bancari. In questo caso le ricadute sulle aziende di e-commerce, e sul Made in Italy che si serve delle loro piattaforme, non sono ancora state stimate. Si può però ricordare che la sola Amazon ha investito in Italia 1,6 miliardi, fatto 3.600 assunzioni e annunciate altre 1.700.

 

Ieri la Banca d’Italia, oltre a confermare il deflusso di capitali dall’Italia, salito a 481 miliardi a giugno, ha specificato che le attività finanziarie nette all’estero degli italiani sono aumentate di 22,2 miliardi: non solo i mercati ma i nostri investitori puntano oltre frontiera. Ancora Bankitalia taglia le stime del pil all’1,3 quest’anno e all’uno il prossimo. La frenata della crescita è tutta nel secondo trimestre, così come i consumi che si dimezzano allo 0,2 per cento. “Le incertezze politiche iniziano a ripercuotersi su famiglie e imprese” dice Via Nazionale. Le cose vanno peggio, c’è stato un cambiamento, è quello del governo.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    16 Luglio 2018 - 10:10

    Tanto per stare in tema, il vice premier Di Maio ha fatto capire di considerare una disgrazia l’arrivo da noi del calciatore Ronaldo, in verità in chiassosa compagnia con il governatore della Toscana. L’Ascom di Torino l’ha Invece considerata una fortuna, diffondendo in città volantini di festoso benvenuto in lingua portoghese. Forse da complottisti pensano che qualche decina di euro nelle botteghe, nei bai, nei ristoranti e negli alberghi della citta quei matti ( e pare siano molti) che andranno a vederlo allo stadio la lasceranno. Ci sarebbe da aggiungere che la Juventus dovrà giocare pure in trasferta, e forse allo stesso modo la pensano pure le Ascom, complottarde, di una ventina di altre città. Per non dire dei gestori delle autostrade, e delle imprese di trasporto ferrovie comprese, nonche’ delle pompe di benzina, perché a quanto sento dire migliaia e migliaia di tifosi pure viaggiano e si spostano per vedere le partite dei loro campioni. Piccolezze, vuoi mettere.

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  • giantrombetta

    16 Luglio 2018 - 09:09

    Quei pochi che osano tentare di fermare il declino sono, ormai lo si dovrebbe aver capito, complottisti da epurare con ogni mezzo. A proposito, qualcuno al Foglio ha memoria di quando l’on. D’Alema dichiaro’ piu’ o meno, mi pare ad un’assemblea della Cgil, che in un’economia di mercato competitiva e globalizzata, l’aspiraziine per molti del posto fisso e sotto casa sarebbe stata (purtroppo) una chimera? Sono ormai vecchio, e se ricordo male mi scuso. Ma il neo ministro del lavoro mi pare abbia promesso a tutti, in parlamento, un posto fisso di lavoro, aggiungendo “equo e nel luogo di residenza”. Equo immagino si riferisca alla retribuzione, o magari si intende pure gradito. Purtroppo non trovo traccia sulle mappe, evidentemente non ancora aggiornate, del paese di Bengodi.

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  • albertoxmura

    14 Luglio 2018 - 19:07

    Di Maio dice che c'è stato un complotto del MEF per indicare che il decreto Dignità comporterà la perdita di 8000 posti di lavoro. Il MEF smentisce. In realtà la manina che introdotto il dato sgradito a Di Maio è quella del fetullah Gulen.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    14 Luglio 2018 - 18:06

    Leggo dal decreto "Viene inoltre confermata la possibilità di stipulare, una volta raggiunto il limite massimo di durata, un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi". Quindi in sostanza non cambia niente, 24 mesi + 12. E in ogni caso, se anche il datore fosse costretto ad assumere a tempo indeterminato, rimarrebbe il jobs act a tutele crescenti, con cui si purtropp può lasciare a casa il lavoratore. E' curioso poi quando si parla di e-commerce relativamente alla chiusura festiva: in tanti ordini da me fatti su Amazon ed altre piattaforme, non ne ho mai visto uno che fosse spedito nel week-end, ma solo da lunedì a venerdì. Sarò sempre stato sfortunato?

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