Di Maio smentisce Savona sull'Italexit, ma l'ambiguità di fondo resta

Il vicepremier dice che il governo non lavora a un'uscita dall'euro. Ma aggiunge: "Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so"

11 Luglio 2018 alle 12:37

Di Maio smentisce Savona sull'Italexit, ma l'ambiguità di fondo resta

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Il vicepremier Luigi Di Maio ha smentito le dichiarazioni rilasciate ieri dal suo ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, su una possibile uscita dell'Italia dall'euro. Il governo non sta pensando a un "Piano B", è stata la rassicurazione di Di Maio che stamattina era ospite della trasmissione Omnibus su La7. "Oggi le posso dire – ha detto il vicepremier – che non ci sto pensando e il governo non sta lavorando a questo. Non possiamo immaginarlo nemmeno per un attimo. Il governo non vuole uscire dall'euro".

 

La smentita di Di Maio non nasconde però quell'ossessione gialloverde per un'ipotetica Italexit indotta, spinta in qualche modo da qualche altro paese dell'Eurozona: "Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so – ha detto il vicepremier – ma questa non è la nostra volontà, né metteremo gli altri nelle condizioni di farlo". Una frase ambigua, in linea con il commento di Paolo Savona: "Potremmo trovarci in situazioni in cui sono altri a decidere – ha detto ieri il ministro agli Affari europei – La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza. Non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l’arrivo del cigno nero, lo choc".

 

Di fronte a questi scenari, l'establishment finanziario ed economico italiano ieri ha avvertito il governo che un'ipotetica uscita dall'euro è impensabile. Dalla parte dell'euro si schiera Bankitalia: “Davanti a una nuova crisi saremmo oggi molto più vulnerabili di dieci anni fa”, ha detto ieri il governatore Ignazio Visco. Parole molto chiare sono venute anche dall’assemblea annuale dell’Abi, l’associazione delle banche, dove Antonio Patuelli ha sollecitato “una scelta strategica dell’Italia a partecipare maggiormente all’Unione europea per non finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani”. Stamattina, Di Maio ha risposto a Patuelli con una metafora calcistica: "Non siamo ai mondiali ma almeno tifiamo Italia. Stiamo sempre a dire... dando l'impressione che vogliamo uscire dall'Europa. Chiedo di tifare Italia tutti insieme e di ottenere risultati per l'Italia anche per ridurre il debito. E si rispetti una ricetta che è quella degli investimenti e non dell'austerity". Ma piuttosto che "essere pronto a tutto" per restare sotto l'ombrello dell'Eurozona, il governo gioca ad assecondare il piano fantasioso di un'uscita dall'euro.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    11 Luglio 2018 - 14:02

    Linguaggio, preparazione, senso dell'opportunità da adolescente complessato dall'acne. Fortunatamente governare l'Italia è inutile, come disse quello che aveva capito quasi tutto, perché questi non sarebbero all'altezza di amministrare neppure un condominio.

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  • lorenzolodigiani

    11 Luglio 2018 - 13:01

    Caro Cerasa, salviamo dunque almeno due ministri, forse tre del governo in carica. A questi potrebbe aggiungersi il primo ministro ( speriamo!), finora non pervenuto. Quanto ai restanti, spendono molto tempo a smentirsi l’un l’altro in un’alternanza di cinguettii e controcinguettii. Attendiamo il momento in cui Tria affermera’ solennemente che flat- tax, reddito di cittadinanza, riforma o cancellazione legge Fornero non si possono fare per ovvi motivi e Moavero ristabilisca gli equilibri del nostro paese in Europa, prendendo le distanze da Visegrád. A quel punto cosa accadra’? I tifosi della Juventus si godano l’arrivo di Cristiano Ronaldo. A me non e’ possibile farlo.

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