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Il dramma di un'Europa a dux velocità

Si scrive Schengen, si legge libertà. Perché i muri dei sovranisti possono distruggere l’Europa prima ancora dell’Euro

5 Luglio 2018 alle 06:16

Il dramma di un'Europa a dux velocità

Foto LaPresse

Dux è una parola latina che fotografa la presenza sul campo di un comandante politico pronto a usare un piglio autoritario per difendere il suo popolo dai nemici della patria. Dux deriva dal verbo ducere, ovvero guidare, e pur essendo stato un termine usato nel passato da una moltitudine diversa di soggetti politici, non solo Benito Mussolini, è la parola giusta per inquadrare i nuovi condottieri dell’Europa, che dall’alto dei propri ideali sovranisti guidano i popoli con il piglio dei capi tribù. L’Europa sovranista, nazionalista, populista e protezionista rappresentata in modo plastico al governo dai Matteo Salvini, dai Luigi Di Maio, dai Viktor Orbán, dai Sebastian Kurz, dagli Andrzej Duda, dagli Horst Seehofer e all’opposizione dalle Marine Le Pen e dai Geert Wilders è un’Europa che sta costruendo la sua identità mostrando il lato duro del proprio volto sul tema dell’immigrazione. Ma per quanto possano essere criticabili in Europa le posizioni degli amici del governo Salvini-Di Maio in questo gruppo di nuovi ducetti c’è solo un paese che quando si parla di immigrazione non potrebbe permettersi di essere sovranista e quel paese sfortunatamente per Matteo Salvini e Luigi Di Maio si chiama proprio Italia.

     

La ragione per cui – sull’immigrazione e non solo – la mera sommatoria degli interessi nazionali non fa mai un interesse comune è che le traiettorie dei sovranisti alleati con l’Italia hanno tutte un’unica finalità inconfessabile: trasformare il nostro paese nell’imbuto dell’immigrazione. E’ per questo che i sovranisti europei lavorano ogni giorno per rendere l’Europa un po’ meno solidale sui migranti. E’ per questo che i sovranisti europei lavorano ogni giorno per rendere gli stati membri più sovrani quando si parla di migranti. E’ per questo che i sovranisti europei non mostrano particolare preoccupazione quando lasciano intendere di essere pronti a sospendere un trattato (Schengen) che dal 1985 ha contribuito a trasformare lo spazio di ventisei paesi europei in una zona di libera circolazione senza controlli alle frontiere, salvo appunto circostanze eccezionali. Per nazioni come l’Ungheria, come l’Austria, come la Polonia, e se vogliamo anche come la Baviera, immaginare di sospendere o di demolire Schengen con la ruspa del sovranismo, e non per circostanze eccezionali, potrebbe essere un problema da molti punti di vista, in primis dal punto di vista economico, ma potrebbe non essere un problema dal punto di vista della gestione dei migranti: chi non ha frontiere sul mare, le frontiere le può chiudere, e i problemi semmai arrivano per chi affacciandosi sul mare le frontiere non le può chiudere. A questo punto del nostro ragionamento avete forse capito dove vogliamo arrivare: ma se mettiamo da parte l’ingenuità politica, la non esperienza nelle negoziazioni, l’incapacità a mettere a fuoco l’interesse nazionale, come si può spiegare razionalmente il fatto che il governo italiano abbia scelto di mettersi in scia a tutti i paesi che per difendere la propria sovranità sono disposti a scaricare proprio sull’Italia un problema come quello dell’immigrazione che non può essere solo dell’Italia?

   

Ieri pomeriggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha giustamente ricordato che “da metà del 2017 a metà del 2018 gli arrivi attraverso il Mediterraneo in Italia sono diminuiti dell’85 per cento” e che questo dato “dovrebbe consentire a tutti i governi, come loro responsabilità, di agire con razionalità senza cedere all’emotività”. Eppure, a trenta giorni dal suo insediamento, il governo che potrebbe contribuire a trasformare l’Europa in una fortezza in cui l’emotività conta più della razionalità (davvero abbiamo trasformato in un’emergenza una non emergenza per vincere un ballottaggio a Siena?) è proprio quello che potrebbe guadagnarci di meno, ovvero l’Italia. E dunque la domanda che da qui alle elezioni Europee – quando la battaglia contro Schengen potrebbe diventare un surrogato della battaglia contro l’Euro – sarà giusto porsi è una e soltanto una: perché sull’immigrazione l’Italia si sta avvicinando a una strategia che piuttosto che contribuire a risolvere i problemi potrebbe aggravarli? Nella migliore delle ipotesi, si potrebbe pensare che tra un tuffo in piscina e una diretta su Facebook la situazione sia sfuggita di mano. Nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe invece pensare che quella che sembra una non strategia in realtà è una strategia chiara: allearsi con il fronte dei ducetti sovranisti per far saltare in modo deliberato Schengen mossi dalla convinzione che un’Europa chiusa metta sì a rischio la libertà di movimento degli europei ma che sia l’unica strategia possibile per disincentivare il flusso dei migranti. Nel dicembre del 2016, poche ore dopo un attentato islamista a Berlino, l’allora candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen invitò i suoi amici d’Europa a combattere per realizzare un sogno così sintetizzato: “Il mito della libera circolazione totale in Europa va definitivamente seppellito, ne va della nostra sicurezza”. In quelle ore, oltre al partito olandese di Geert Wilders, a sposare le tesi di Le Pen furono due partiti italiani. Il primo partito si chiamava Movimento 5 stelle. Il secondo partito si chiamava Lega. Lo stesso partito, quest’ultimo in particolare, che da anni ripete un ritornello che da qui alle prossime Europee potrebbe tornare di attualità. La prima volta Salvini lo disse nel 2014 e la mise così: “Con Marine Le Pen chiederò che venga sospeso il trattato di Schengen e che vengano controllati i confini. Io voglio sapere chi entra in casa mia. Non può essere solo l’Italia il paese dei balocchi”. La battaglia sull’Euro, grazie a Mattarella, è uscita fuori dal radar del governo. Ma senza un intervento severo di chi ha a cuore l’interesse nazionale italiano nei prossimi mesi il nostro paese potrebbe ritrovarsi al centro di una battaglia suicida: non la fine dell’Euro, ma più semplicemente la fine dell’Europa. E quello che in modo freddo l’Europa “a dux velocità” chiama Schengen in realtà è qualcosa di più importante: non c’entra la sicurezza, c’entra la nostra libertà. Wake up.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    06 Luglio 2018 - 10:10

    Il problema è l’immigrazione incontrollata? Bene la si controlli e Shenghen resta sacro. Il punto è chiedersi perché ci si ostina a difendere l’indifendibile. Salvini lo avete creato voi con la vostra ottusità. Fatevi un giro per le città e chiedete quante rapine avvengono ovunque e non le statistische come il pollo di Trilussa. I ducetti nascono, crescono e si fortificano per l’ottusita’ interessata non certo perché il popolo li vuole. Sveglia, e basta con questi intorcinamenti che lasciano le cose come sono e portano. Salvini dal Viminale a Palazzo Chigi senza passare per il Quirinale.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    06 Luglio 2018 - 09:09

    Una sola obiezione in generale: bisogna rivalutare la situazione attuale in termini attuali: tutti da aggiornare. I cambiamenti epocali avvenuti finora e quelli in corso hanno investito e coinvolto e pure sconvolto tutti gli aspetti esistenziali dei popoli, delle civiltà e culture, dei sistemi economici e di mercato, cambiando la vita e prospettando miglioramenti - grazie alla mediatica globale online - sia alle generazioni adulte sia soprattutto a quelle giovani, che possono aprirsi a visioni esistenziali e a progetti di vita finora impensabili, per cui vale assolutamente la pena di buttarsi avanti intravedendone aperte molte possibilità, prima inesistenti. Ma non solo giovani e migrazioni. I cambiamenti di vita avvengono inevitabilmente giorno dopo giorno per tutti e sotto tutti gli aspetti, per cui l'esigenza istintiva di raccappezzarcisi induce a chiedere alla POLITICA di dare risposte appropriate ossia aggiornate, reali e concrete. Urge una Politica-Bartali: tutta da rifare.

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    iksamagreb

    05 Luglio 2018 - 23:11

    Libbertà-tà-tà. Guardi che qui in Italia l'unico che può toglierle la libertà è solo il togato, che può metterla dentro e buttar via la chiave. Per il resto lei può dichiararsi Claudia, sposarsi un Flavio, far qualsiasi altra cosa - sempre PURCHE' non pesti i piedi o non si renda antipatico ad una toga. Comunque, se non le basta lotti pure. Io sono un cretino qualunque ma ho sempre imparato da tutti e in primis dalla vita che l'uomo ha si sacrosanto diritto per nascita alla LIBERTA', purchè ne sia RESPONSABILE e nella stretta misura in cui lo sia nel confronto di tutti gli altri nel mondo. Dio ha creato l'uomo capace di libertà in quanto essere consapevole di sé e degli altri, ma per meritarla BISOGNA esserne consapevoli e RESPONSABILI. Invece il laikismo dominante ha svincolato la libertà dalla responsabilità facendone un diritto individuale potenzialmente arbitrario e assoluto. Vedasi il divorzio con l'abbandono dei figli, l'aborto, la droga, le ideologie personali assolutiste e..fin

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    05 Luglio 2018 - 22:10

    Mi scusi se continuo: ma l'euromoneta come elemento unificatore dei paesi europei est e ovest NON serve un fico secco! L'uomo si identifica nel suo CREDO ideale non negli spiccioli che ha in tasca, e così ogni popolo del mondo si identifica nella propria nazione, razza, religione, storia, lingua e mentalità. Voi laikisti pretendete che tutti siano come gli apolidi, privi di identità, e non vi accorgete di essere, in una popolazione mondiale di sette e più miliardi, un'esigua minoranza, ricca materialmente e progredita, ma umanamente dispersa, viziata, priva di forza ideale e vitale, di fatto demograficamente suicida e ormai volta al declino terminale. Ma l'Europa, anche se presenta due facce culturalmente e storicamente diverse, è radicata nello stesso ceppo della Civiltà Cristiana, cattolica ad ovest e ortodossa ad est, radici plurisecolari e bimillenarie che l'hanno resa ed elevata a patria della Civiltà, donde la concezione antropologica di Persona, donde i Diritti dell'Uomo….eccecc

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