L’immigrazione senza like

E’ un fenomeno epocale, non un’emergenza. Governare il flusso dei migranti come se fosse uno spot rende l’Italia più fragile. Alla paura si risponde con la legalità, non con meno umanità. Perché il sovranismo mette in pericolo l’interesse nazionale

2 Luglio 2018 alle 11:35

L’immigrazione senza like

Foto LaPresse

La prima cosa da capire è che l’immigrazione non è un’emergenza. E’ un problema, certo, che non solo l’Italia e l’Europa ma il mondo intero si trovano ad affrontare ciclicamente assieme ad altre questioni anche più drammatiche o a dossier per così dire di ordinaria amministrazione: le guerre, la povertà, il debito, i dazi. Ma emergenza no, lo nego. Eppure proprio sull’immigrazione in Europa i nodi sono arrivati al pettine, e resta il rischio di una crisi nell’Unione europea nel...

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    03 Luglio 2018 - 11:11

    Specificherei meglio: è un'emergenza epocale, come definire diversamente l'Africa che si riversa in Europa?

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    03 Luglio 2018 - 10:10

    Alcuni appunti: "L’Istat dice che l’Italia ha 5 milioni di poveri, aumentati in questi anni: non puoi ripetergli sempre che però il pil è tornato in positivo": ci risiamo, la realtà ha la testa dura, ditelo anche a Marco Fortis e al direttore. "il diritto di chi è accolto e il diritto di chi sta accogliendo": veramente mi aspetterei il dovere di chi è accolto, dovere di essere grato e integrarsi, non di produrre terroristi di 2a e 3a generazione. "siamo il secondo paese europeo che rimanda a destinazione più persone senza diritto di asilo, in cifre assolute e percentuali, dopo la Germania, dove ovviamente il sistema è assai più rodato": perché in Germania dovrebbe essere + rodato che da noi, che siamo in prima linea? Forse perché il problema è stato a lungo minimizzato? "Ogni nazione alza il proprio confine contrapposto al tuo": è chiaro che nessuno vuole i clandestini, per cui bisogna rafforzare i confini esterni (respingimenti) per continuare la libera circolazione interna

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    02 Luglio 2018 - 16:04

    L’impasse comunicativo: è vero gli sbarchi sono drasticamente diminuiti grazie a Minniti, bravo Minniti. Sembra però dimenticare di essere stato additato come il mostro che aveva creato i lager in Libia. Ma il problema vero è che abbiamo già, sparsi per l’Italia oltre 300.000 clandestini. Quelli costano in termini di disagi sociali e di sicurezza. Incrementano il lavoro nero e lo sfruttamento. Negarlo non è da persone oneste. Anche se i nuovi sbarchi si riducessero a mille l’anno, s’impone la gestione del pregresso. L’Europa c’entra poco: i clandestini non li vuole nessuno. Pensare di poterli espellere tutti è da imbecilli strutturali. Il nodo è che la gestione del pregresso, fatta in modo accettabile, per smaltirlo ed impedire che si ricrei, richiede tempi lunghi e miliardi di euro. L’Europa che s’avvicina all'Africa è buona, consona, condivisibile strategia, ma politicamente, concretamente, orfana. Non c’è un’Europa politica. Solo sguaiato, trasversale, carpe diem. Un momentaccio

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  • francospirito

    02 Luglio 2018 - 15:03

    Perfetto. Minniti ha la visione più matura e fattiva del problema e delle possibili soluzioni. Proposta : si faccia una campagna affinchè la UE lo assuma come commissario straordinario per l'immigrazione con mandato dell'unione.

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