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Buone notizie, Conte prende l’aereo di Stato e non vola con Ryanair

I grillini si sono scusati per il mancato viaggio a bordo di un aereo di linea: “Nonostante le antiche polemiche del M5s sui ‘voli blu’, il presidente del Consiglio viaggerà su un aereo di stato ma non ‘quello di Renzi’

8 Giugno 2018 alle 21:02

Buone notizie, Conte prende l’aereo di Stato e non vola con Ryanair

Roma. Dopo anni e anni di demagogia grillina un tanto al chilo sui “voli blu”, Giuseppe Conte è volato al G7 in Quebec con il mezzo adeguato per un presidente del Consiglio: l’areo di Stato. Naturalmente, precisano i Cinque stelle in una nota inviata alle agenzie giovedì 7 giugno, Conte è stato “costretto” a prendere l’aereo blu, anche se non è, precisano ulteriormente Rocco Casalino e i suoi fratelli, “quello di Renzi”.

 

Un rapido giro su Skyscanner avrebbe prodotto risultati eccellenti (in trenta secondi se ne trovano a decine di voli Roma-Toronto) ma non è quello il punto. Come ha osservato una volta Pasquale Annicchino a proposito di Roberto Fico che prende(va) l’autobus, “il problema non è Fico (eletto per amplificare la comunicazione grillina mediante il ruolo che occupa). Il problema sono tutti quei commentatori che non solo considerano normale, ma addirittura elogiano, la terza carica dello Stato che, in un paese a rischio terrorismo, se ne va in giro sui mezzi pubblici”. Lo stesso discorso vale per chi pensa che il presidente del Consiglio possa cercare su Ryanair un volo per il Canada per partecipare a un evento importante come il G7 e si sente in dovere di giustificarsi perché non l’ha trovato e quindi chiede venia per aver usato un aereo della famigerata “casta”. Alla fine i Cinque stelle sono dunque arrivati a patti con un principio di realtà e cioè che la politica ha un costo ed è giusto sostenerlo? Magari! I grillini, a leggere la nota pubblicata dall’Ansa, si sono persino scusati per il mancato viaggio a bordo del cammello del popolo: “Nonostante le antiche polemiche del M5s sui ‘voli blu’, il presidente del Consiglio viaggerà su un aereo di stato ma non ‘quello di Renzi’, precisano i Cinque stelle che assicurano di aver tentato fino all’ultimo di provare ad organizzare la trasferta con voli di linea. Soluzione complicata, a causa del tempo che sarebbe stato necessario, causa scali, per raggiungere la destinazione canadese e per l’esigua disponibilità di posti sui voli delle tradizionali compagnie per una partenza tutto sommato last minute. In ogni caso, assicura il M5s, è intenzione del presidente utilizzare il più possibile voli di linea soprattutto per le tratte più brevi”. Per la felicità dei viaggiatori in un paese a rischio terrorismo che si ritroveranno a bordo il professor Conte e tutta la scorta.

 

Mantenere fede ai propri principi gentisti non sarà facile per i Cinque stelle sbarcati al governo. A partire dal tema dei soldi, madre di tutte le ossessioni grilline. Eppure, aveva spiegato al Foglio l’anno scorso Matthew Flinders, politologo dell’Università di Sheffield, direttore del Sir Bernard Crick Centre for the Public Understanding of Politics e autore del saggio “Defending Politics” (pubblicato in Italia dal Mulino con il titolo “In difesa della politica. Perché credere nella democrazia oggi”), “il problema, nell’essere troppo severi su stipendi e spese, è che si rischia di creare una professione che solo i ricchi e coloro che hanno un reddito privato possono realisticamente pensare di intraprendere. Quindi la democrazia deve avere un prezzo, ma non è così costosa come qualcuno potrebbe pensare”.

 

Il grillismo ha prosperato creando uno scontro permanente e una guerra di religione fra “élite e popolo”, come vanno ripetendo tutti i sovranisti da mesi, qualunque cosa voglia dire questa espressione. E adesso come mantenersi integri? I Cinque stelle, tanto per cominciare, si sono subito adeguati. Sul sito www.tirendiconto.it ci sono due autorevoli membri del governo molto in ritardo nella rendicontazione dei rimborsi, Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, e Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento e alla democrazia diretta (cioè con la Casaleggio Associati). Bonafede deve ancora rendicontare le restituzioni di ottobre, novembre e dicembre 2017, Fraccaro solo gli ultimi due mesi dell’anno passato. Per questa legislatura, peraltro, il M5s non ha ancora prodotto il nuovo regolamento. Stavolta non ci dovrebbe essere alcuna rendicontazione ma una più semplice restituzione forfettaria. Così non sapremo quanto spende un parlamentare del M5s in trasporti o in cibo. La trasparenza ai tempi del governo.

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